Come già sappiamo, la Bundesliga sarà il primo dei cinque maggiori campionati europei a riprendere e, come da consuetudine, il Bayern Monaco si trova al primo posto della classifica, mentre il Borussia Dortmund, segue a quattro punti di distanza. In terza e quarta posizione troviamo invece Lipsia e Borussia Monchengladbach, che quest’anno si sono rivelate abbastanza mature per poter competere per le prime posizioni in classifica e, forse, potrebbero riservarci delle sorprese inaspettate.

RB Lipsia, una nuova certezza

Il Lipsia è notoriamente una delle squadra più odiate di tutta la Bundesliga, poiché detenuta interamente dal gruppo Red Bull, che ha trasformato in pochi anni una squadra di quinta divisione in una delle migliori formazioni della Germania, capace di competere con squadre dalla storia ultracentenaria. La dirigenza del Lipsia ha però mostrato soprattutto un’incredibile capacità nello scovare nuovi talenti da valorizzare e ha creato in poco tempo una squadra giovanissima (23,5 anni di età media), affiatata e altamente competitiva, allenata da quest’anno da uno dei migliori giovani tecnici in circolazione, Julian Nagelsmann.

L’allenatore tedesco ha soprattutto dato solidità difensiva ad una squadra che era famosa per il bel calcio, ma che dietro lasciava decisamente a desiderare, anche se gli interpreti dell’anno scorso erano gli stessi. Ciò che ha fatto l’allenatore tedesco è stato solo dare una precisa gerarchia, con i giovani Upamecano e Klostermann (in alternanza Konaté e Orban) titolari al centro della difesa, e rendere i suoi giocatori adattabili a più contesti, poiché durante l’anno è spesso passato dalla difesa a 4 alla difesa a 3: nella partita contro il Bayern Monaco, ad esempio, a causa delle numerose assenze e dell’inadeguatezza del promettente Ampadu, Nagelsmann è riuscito a portare a casa un prezioso 0-0 pur essendo stato costretto a far giocare da difensore centrale l’esperto terzino sinistro Helstenberg. Grazie a queste qualità i gol subiti in questa stagione sono appena 26, che fanno del Lipsia la miglior difesa della Bundesliga alla pari proprio con il Bayern.

A centrocampo non ci sono stati particolari cambiamenti, con Laimer, Kampl e Haidara che hanno mantenuto il loro posto da titolari, garantendo un intelligente mix di tecnica, velocità e fisicità.

schick lipsia
(Photo by Martin Rose/Bongarts/Getty Images)

Nemmeno i meccanismi offensivi della squadra sono stati rimaneggiati da Nagelsmann, che si è solamente occupato di inserire al meglio i neoarrivati Schick e Nkunku, che inaspettatamente si sono rivelati essere giocatori veramente forti: il ceco ha segnato 7 gol e ha fatto intravedere qualità straordinarie, quelle che a Roma sembravano essersi definitivamente perse, mentre il francese, condannato a Parigi a rimanere perennemente in ombra, ha preso in mano il gioco del Lipsia e soprattutto ha messo in mostra tutto il suo enorme talento, con molti assist (14) e soprattutto molte giocate di qualità. A completare il reparto offensivo ci hanno pensato i “veterani” Werner, Sabitzer e Forsberg, sulle cui tracce si sono messi alcuni dei più importanti club d’Europa, mentre Poulsen e il talentuoso Lookman, in cui il Lipsia aveva creduto molto, hanno perso lentamente importanza negli schemi dell’allenatore tedesco.

Il gioco del Lipsia è oggettivamente uno dei più emozionanti e bilanciati di tutta la Bundesliga, ed il merito non può che essere di Julian Nagelsmann, che ha creato un gruppo competitivo e soprattutto unito. Infatti secondo lui alla base di un collettivo vincente starebbero proprio i rapporti umani e l’interazione dell’allenatore con i giocatori, che così si sentirebbero spronati a dare il meglio di sé in campo. Una filosofia vincente, che ha prodotto una squadra ultratecnica ed ultrarapida, capace di giocare un ottimo calcio in tutte le situazioni, con una forte difesa ed un attacco ancora più forte: l’unica mancanza, forse, è l’assenza di un centrocampista di spessore, ma Nagelsmann combatterà fino all’ultima partita per portare a Lipsia il Meisterschale, perché le qualità per competere con il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund ci sono tutte. E poi i biancorossi non hanno nulla da perdere.

 

Borussia Monchendgladbach, talento e aggressività

In estate si pensava che la squadra di Monchendgladbach avrebbe vissuto una stagione di transizione, a causa degli addii di Cuisance e Thorgan Hazard, il miglior giocatore della squadra nella precedente stagione con 10 gol e 11 assist. Sulla panchina però si era seduto Marco Rose, un altro giovane e talentuoso allenatore tedesco, amante del gegenpressing, che in Austria aveva fatto vedere cose decisamente interessanti con il Salisburgo, proponendo un calcio estremamente offensivo e dinamico. Inizialmente infatti si pensava che sarebbe andato proprio al Lipsia, ma alla fine il club tedesco ha optato per Nagelsmann e non ha sbagliato, come abbiamo visto sopra.

E quindi Rose ha scelto di andare al Borussia Monchengladbach, una squadra dalla storia ultracentenaria e quindi completamente diversa rispetto alla realtà di Salisburgo. Ciononostante, l’allenatore tedesco ha subito preso in mano la situazione, sostituendo i due partenti con solo giocatori funzionali al suo progetto. L’attacco, composto dall’ex-Nizza Pleà, dall’esperto capitano Stindl e da Hermann, è stato completato dagli arrivi di Embolo, mancata ed eterna promessa del calcio internazionale, e Marcus Thuram, figlio dell’ex leggenda bianconera Liliam. Due giocatori molto simili, nati entrambi nel 1997, dotati di grande fisico, ottima velocità e soprattutto di una tecnica impressionante, caratteristiche che permettono a loro di risultare estremamente pericolosi in diverse situazioni di gioco: in particolare Thuram, eletto miglior giovane di settembre, ottobre e novembre, ha mostrato di saper abbinare un ottimo scatto a doti tecniche e balistiche di altissimo livello, che gli hanno permesso di realizzare 6 gol e 8 assist.

borussia marco rose
(Photo by UWE KRAFT/AFP via Getty Images)

Rose poi non ha chiesto alla società di intervenire a centrocampo, poiché riteneva che gli uomini già in suo possesso fossero più che necessari per proporre la sua idea di gioco, ed in effetti così è stato: in linea con la sua tradizione di mediani rapidi e fisicamente molto forti, l’allenatore tedesco ha collocato Zakaria, che ha ampiamente ripagato la sua fiducia, nel ruolo di mediano titolare del suo 4-2-3-1 e gli ha affiancato il talentuoso Neuhaus o in alternativa uno fra Benes, Kramer e Hoffmann.

In difesa sono avvenuti cambiamenti importanti come in attacco, con l’arrivo di due nuovi terzini, Bensebaini e Lainer. Il primo, nonostante un inizio un po’ difficile, ha cominciato a mostrare buonissime doti difensive e soprattutto un’abilità offensiva impressionante per un terzino sinistro, che lo ha portato a segnare ben 4 gol, mentre il secondo è un fedelissimo di Rose, che ha deciso di portarlo con sé da Salisburgo, dove aveva messo in mostra ottime doti da uomo assist. Al centro della difesa sono stati confermati i promettenti centrali Ginter ed Elvedi, che hanno dato grande solidità, mentre l’esperto portiere Yann Sommer ha confermato ancora una volta di essere uno dei tre portieri più affidabili della Bundesliga e ha persino vinto il premio per la miglior parata di dicembre, con un riflesso sovrumano sul tiro deviato di Kimmich.

Marco Rose, come il suo collega Nagelsmann, si preoccupa moltissimo del rapporto con i suoi calciatori e lo reputa fondamentale per esprimere un bel gioco, che però deve essere funzionale all’ottenimento della vittoria. Fino ad ora il Borussia ha stupito per l’aggressività con cui recupera palla, mentre le azioni offensive sono ancora troppo improvvisate e spesso inconcludenti, sintomo di un affiatamento non ancora perfetto, benché si incomincino i primi segni della cura Rose, fra cui vanno sicuramente nominate le triangolazione fra terzino, esterno e punta e la rapidità nelle ripartenze.

Il Lipsia appare come un candidato molto più preparato per poter competere per il titolo, mentre il Borussia Monchendgladbach, che con Rose sta cercando di legittimare il modello “giovani, talento e aggressività” di Red Bull, deve ancora maturare e trovare i giusti meccanismi. Quest’anno infatti, se si trova al quarto posto ad appena 6 punti di distanza dal primo, è soprattutto merito dell’entusiasmo e dell’altalenante stagione di Borussia Dortmund, Bayern Monaco e Lipsia, le uniche squadre che per esperienza, gioco e qualità possono seriamente aspirare al Meisterschale.

Federico Zamboni