Due tedesche su tre retrocesse in Europa League, quattro inglesi su cinque in testa al girone, una spagnola fuori dagli ottavi. Il verdetto dei gruppi rimasti aperti nella serata di Champions League e non riguardanti le squadre italiane ha confermato il trend della stagione. Dopo Manchester City, United e Tottenham anche il Liverpool si è aggregato alle teste di serie sancendo un’urna al 50% britannica, con la sola eccezione del Chelsea qualificatosi come secondo alle spalle della Roma.

La prova di forza offerta dagli uomini di Klopp, in grado di scherzare lo Spartak Mosca a proprio piacimento fino a segnare anche sette gol per vincere il gruppo A, va valutata anche in base alla prestazione degli ospiti. Impossibile capire dove inizino i meriti dei Reds e finiscano i demeriti dei russi per il punteggio tennistico nella notte di Anfield, di certo la difesa di Carrera ha mostrato lacune inammissibili per una squadra che ambiva alla qualificazione e si deve invece accontentare dell’Europa League. Grande protagonista di serata è stato Coutinho, con la fascia di capitano al braccio: per lui è arrivata la prima tripletta in assoluto dal trasferimento in Inghilterra al Liverpool.

Liverpool ok, segue il Siviglia

Il brasiliano e compagni saranno una possibile avversaria per la Juventus nell’urna di Nyon, mentre la Roma ha scoperto un nuovo nome che porta con sé un possibile match carico di fascino: i giallorossi potrebbero infatti incrociare il proprio percorso con quello del Siviglia, ex squadra di Monchi. Gli andalusi non hanno per la verità vissuto una serata europea particolarmente memorabile, rischiando anche di essere battuti dal Maribor fanalino di coda e già eliminato. Ci ha pensato la papera di Handanovic su Ganso a salvare il risultato, ma per Muriel e compagni la qualificazione era già in cassaforte sin dall’inizio, potendo contare sulla sconfitta dello Spartak già chiara dopo un quarto d’ora di gioco. Il Siviglia ha potuto accomodarsi sui propri otto punti, diventati nove al triplice fischio finale e validi per la conquista degli ottavi di finale per il secondo anno consecutivo.

Liverpool e Besiktas per la Juve? Roma, possibile il Porto. Lipsia out

Anche il gruppo G ha confermato un trend, questa volta negativo. Parliamo della delusione tedesca: c’è infatti soltanto una rappresentante della Bundesliga tra le sedici qualificate per gli ottavi, il Bayern Monaco. Con il Dortmund già eliminato da due settimane, la speranza per la Germania era che il Lipsia riuscisse nell’impresa di vincere e, con la collaborazione del Monaco, agganciare il secondo posto. È successo però tutto il contrario, perché non solo il Porto ha vinto in scioltezza, ma il Lipsia ha addirittura perso in casa contro una versione molto rimaneggiata del Besiktas.

I RotenBullen hanno dimostrato una volta di più il proprio status di squadra giovane, di prospettiva ma ancora tremendamente immatura nei momenti decisivi. L’errore di Orban che ha regalato il rigore decisivo per mettere la strada in salita ne è ancora una volta l’emblema: un fallo troppo rischioso e inutile, sinonimo di inesperienza, che ha costretto a una partita alla ricerca di un gol arrivato troppo tardi, con annessa beffa finale di Talisca per l’1-2. Quasi certamente la squadra di Hasenhuttl potrà intraprendere un cammino più interessante in Europa League, poiché le prestazioni non sono mancate né nell’ultimo match e nemmeno nelle precedenti partite. Alla prima esperienza europea il Lipsia ha comunque ben figurato e l’anno prossimo potrebbe ripresentarsi ai nastri di partenza ben più solido e compatto.

Cinque gol per la qualificazione: Dragoes agli ottavi. | Fonte immagine: Twitter @FCPorto

Il turno alle spalle del Besiktas lo ha passato il Porto, secondo classificato con merito a cui bastava la vittoria in virtù degli scontri diretti a favore con i tedeschi, con cui era pari a quota 7 entrando nella giornata. Gli uomini di Conceiçao hanno sbrigato il proprio compito in maniera estremamente agevole: Monaco al tappeto nel giro di mezz’ora di gioco sotto i colpi di Vincent Aboubakar, sempre più incisivo con cinque gol in cinque partite in questa fase a gironi, di cui quattro rifilati alla squadra di Jardim. L’asse tra il camerunense e l’algerino Brahimi ha spezzato le gambe alla difesa di un Monaco comunque molto rimaneggiato, ma anche nervoso, come dimostrato dalla doppia espulsione di Ghezzal e Felipe. Nella ripresa, oltre ai gol che hanno fissato il risultato sul 5-2 finale per i lusitani, da sottolineare l’ovazione per Falcao e Moutinho, ex di lusso di serata tornati da avversari in quella che è stata la loro casa. Per il Monaco c’è però poco da sorridere, visti i soli due punti raccolti in sei gare.

Gruppo H, Ronaldo nella storia nella passerella finale

Era già tutto definito nel gruppo H dopo la quinta giornata, visto che il Tottenham aveva già blindato il primo posto nel girone della morte e il Real aveva la certezza di accomodarsi al secondo posto. I match di serata, che hanno visto vincere in casa le due di testa, hanno soltanto stabilito che tocca al Borussia Dortmund scendere in Europa League mentre l’avventura continentale dell’Apoel è giunta al capolinea. La differenza reti, a parità di punti e scontri diretti, favorisce i tedeschi, sconfitti a Madrid per 3-2 nella serata di Cristiano Ronaldo: gol in ogni partita del girone, sei su sei. Mai nessuno ci era riuscito prima di lui. Serata di sorrisi anche in casa Tottenham, oltre al 3-0 sull’Apoel è arrivato il primo gol di Llorente dall’approdo a Londra, oltre a tante risposte positive dalle seconde linee.