Il nuovo Arsenal di Vardy

Un terremoto ha scosso la città di Leicester, l’incubo dei tifosi è diventato realtà: dopo lo storico successo, Jamie Vardy è già pronto per una nuova avventura. Le sirene dell’Arsenal erano troppo forti per un giocatore che assapora la gloria per la prima volta e che, a 29 anni, vuole provare a vincere ancora. I Gunners hanno versato nelle casse delle Foxes 26 milioni di euro, l’intera clausola rescissoria che legava Vardy al suo (ormai) ex club. Le opinioni su questo clamoroso trasferimento sono davvero varie e discordanti: c’è chi lo ritiene un tradimento nei confronti del Leicester, altri si

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Strootman: la “lavatrice” che può ripulire gli Oranje

Ormai manca poco agli europei e la Francia è pronta ad ospitare la competizione che vedrà sfidarsi le nazionali più forti del continente. I padroni di casa insieme alla Germania sono le grandi favorite, ma, subito dopo, troviamo la Spagna, l’Inghilterra guidata dalla sorpresa Vardy, il Belgio di Nainggolan e Hazard e la nazionale di Antonio Conte. L’assenza pesante dell’Olanda toglie prestigio ad Euro 2016, priva degli Oranje che, nel passato, rivoluzionarono il calcio con Cruijff. I Paesi Bassi non hanno superato il girone e ora puntano alla rinascita contando su Strootman, il grande talento che può trascinare nuovamente l’Olanda

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Euro 2016: la panoramica dei giovani talenti dei gironi D, E e F

Nella giornata di ieri abbiamo analizzato i giovani talenti che prenderanno parte ad Euro 2016 con le nazionali facenti parte dei gironi A, B e C. Quest’oggi concludiamo questo viaggio che ci consente di puntare i fari su tutti i migliori prospetti europei andando a dare un’occhiata alle selezioni dei gironi D, E ed F. Forse non tutti loro diventeranno leggende del gioco più bello del mondo, ma tutti i tifosi si aspettano di vedere scintillare il loro talento in questa competizione importantissima per tutti, ed in particolare per giocatori così giovani. E pensare che almeno uno o due di

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Cuore e tecnica: i segreti del Messico

La partita più bella della prima tre giorni di Copa America ci ha regalato un grande Messico capace di trovare il perfetto compromesso tra la rabbiosa grinta da mettere in campo e la tipica tecnica latinoamericana. È proprio questo il segreto della squadra di Osorio: saper mescolare cuore e talento per dare vita ad una squadra che sa giocare a calcio e che dà tutto in campo difendendo i propri colori. Il tecnico colombiano non ha toccato il DNA della squadra, fedelissimo al 5-3-2 ha proseguito con i dettami tattici lasciati dal Piojo Herrera riuscendo però a trovare un’ulteriore valorizzazione

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Traigan vino juega Talleres

Si aspettava solo la matematica e adesso è realtà: il Talleres de Cordoba 10 anni dopo torna in Primera Division, torna fra i grandi dove merita di stare. È stata una cavalcata trionfale senza intoppi quella della T che ha monopolizzato il campionato di Primera B Nacional senza avere mai una vera rivale che le contendesse l’unico posto promozione in palio. Ci ha provato a lungo il Boca Unidos, crollato nello scontro diretto del Mario Kempes; ci ha provato infine il Chacarita, troppo distante per sognare la rimonta a 4 giornate dalla fine. Ieri è arrivato il successo tanto atteso

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Poco celeste, molto roja

Che non fosse la serata perfetta lo si era capito sin dal principio; squadre sul terreno di gioco, pronte per i rispettivi inni. Parte quello dell’Uruguay, ma qualcosa non torna: i giocatori si guardano perplessi, non cantano, sguardi persi nel vuoto. Cosa è successo? Semplice l’inno che hanno fatto partire non era quello della “celeste“, ma quello della “roja“, la nazionale cilena. Un episodio poco gradito, perché sbagliare l’inno di un popolo è cosa raramente perdonabile soprattutto se il popolo in questione è quello uruguaiano. Roja di rabbia Lo spiacevole malinteso dell’inno nazionale ha influito nella prestazione immediatamente successiva della squadra

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Olivier Giroud: il bomber non amato

“Il non amato”. Questo il titolo de L’Equipe riferito a Olivier Giroud, fischiato dal pubblico francese durante la partita contro il Camerun, ma comunque pronto a partire titolare nell’Europeo di casa. Dopo la doppietta con la Scozia si è confermato un uomo chiave della nazionale di Deschamps. I due gol segnati ad una nazionale mediocre e già in vacanza, come quella scozzese, non possono far cambiare le gerarchie in vista di Euro2016, ma possono sicuramente rafforzare delle posizioni, come nel caso di Olivier. Data l’assenza di Karim Benzema non convocato per noti motivi, l’attacco dei Bleus sarà in mano al

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Euro 2016: la panoramica dei giovani talenti dei gironi A, B e C

Mancano soltanto 4 giorni all’inizio di Euro 2016, e tutte le selezioni stanno scaldando il meglio di sè per soddisfare migliaia di tifosi. Siamo certi che ci saranno delle squadre underdogs che arriveranno lontano nella competizione, ed allo stesso tempo delle nazionali che partono come favorite deluderanno senza dubbio le aspettative: del resto è il gioco del calcio, c’è chi vince e c’è chi perde. Tuttavia, a noi di Footbola piace pensare positivo, e nel nostro punto di vista c’è qualcuno che sicuramente tornerà vincitore da questa esperienza: parliamo dei giovani talenti che sono stati aggregati nelle squadre del loro paese.

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Costa Rica-Paraguay: vince la noia

La seconda partita di questa Copa America Centenario non regala di certo spettacolo e sorprese: reti inviolate fra Costa Rica e Paraguay in una partita che ha ben poco da offrire. Le due nazionali, che come si è visto sono più adatte a difendere che ad attaccare, hanno deluso le aspettative di tutti i tifosi presenti ad Orlando, complice anche il caldo umido e asfissiate e un campo da gioco troppo secco e tagliato male. Due nazionali in crescita, in cerca di rivalsa: i Ticos hanno perso soltanto 8 volte nelle ultime 20 gare, mostrando dei progressi già accennati nello

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Il “nuovo” Brasile convince a metà

Che fosse un Brasile diverso lo si era capito da tempo; che non sarebbe stata la nazionale spumeggiante di anni passati anche. L’assenza di Neymar ha privato la “selecao” della sua stella più luminosa, del suo leader, l’unico veramente capace di spostare il peso della bilancia dalla tua parte in qualsiasi momento. Ma, siccome bisogna fare di necessità virtù, ecco che Dunga prova ad adattarsi, costruendo in terra statunitense un nuovo Brasile. Il nuovo concetto di Brasile La selecao siamo abituati vederla giocare a calcio in un solo modo: divertendosi. Era questo il motto dei brasiliani che facevano del pallone

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