? 5 cose che non sai su Kingsley Coman

Kingsley Coman è l’eroe della sesta Champions League del Bayern Monaco. Il suo gol è bastato ai bavaresi per superare il PSG in finale, un destino curioso perché è proprio da Parigi che ha avuto inizio la vita calcistica del giovane francese. A 10 anni viene chiamato nelle giovanili e dopo qualche stagione debutta in prima squadra, dando ufficialmente il via alla sua giovane carriera, durante la quale ha già vinto ogni cosa. E nonostante i suoi 24 anni e i tanti infortuni che lo hanno tormentato, Coman è riuscito a diventare il vero protagonista della Champions, oltre a conquistare

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L’AZ non delude e supera il turno: Plzen sconfitto da Gudmundsson

L’AZ Alkmaar non fallisce la prima vera uscita stagionale, faticando più del previsto contro il Plzen, più in palla nei 90 minuti: un rigore in extremis e l’inserimento di Gudmundsson rivoluzionano la gara, permettendo agli olandesi di pareggiare e ribaltare il parziale ai supplementari. L’avventura dei ragazzi di Slot è ancora in vita e adesso si sogna la qualificazione alla fase a gironi. AZ AVANTI: STENGS DELUDE, GUDMUNDSSON ILLUMINA Slot tira un sospiro di sollievo, ringraziando i suoi ragazzi per aver lottato fino alla fine: il Plzen sfiora l’impresa rischiando di eliminare prematuramente l’AZ dopo l’ottimo piazzamento della scorsa stagione,

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Havertz e il salto di qualità definitivo del Chelsea

Il Chelsea, dopo non aver fatto mercato nella scorsa stagione, sta costruendo (sulla carta) una squadra in grado di competere su tutti i fronti. Dopo l’arrivo di Werner, infatti, i Blues stanno per chiudere l’acquisto di Kai Havertz. Il talento del Bayer Leverkusen è pronto a sbarcare a Stamford Bridge per una cifra che, tra parte fissa e bonus, dovrebbe essere di cento milioni di euro. Un colpo per alzare il livello della rosa e regalare a Lampard un elemento di assoluto valore. La dichiarazione di intenti del club inglese, dopo la sconfitta in finale di FA Cup, è chiaro:

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Date un pallone d’oro a Lewandowski

La finale di Champions League ha messo la parola fine ad una stagione calcistica segnata, inevitabilmente, dal coronavirus; un match in cui il Bayern Monaco è stato superiore al PSG grazie alla rete di Coman conquistando così il triplete (il secondo della sua storia). Meisterschale, DFB-Pokal e la coppa dalle grandi orecchie; tre trofei vinti grazie alla mano di Flick ma soprattutto alle reti di Robert Lewandowski. L’attaccante polacco ha chiuso la stagione a quota cinquantacinque goal diventando il capocannoniere di tutte e tre le competizioni giocate. Numeri che, però, non basteranno per alzare il pallone d’oro; France Football, infatti,

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L’ora più buia per il Gent, Thorup esonerato. Arriva Bölöni

Dopo due anni finisce l’era di Jess Thorup. Il Gent, vice campione belga lo scorso anno dietro il Club Brugge, ha esonerato il proprio allenatore dopo un inizio deludente di stagione. Nelle prime due partite i Buffalos non hanno portato a casa punti, perdendo entrambi i match per 2 a 1 in trasferta contro il Sint Truiden ed in casa contro il Kortrjik. Una discesa che la dirigenza avrebbe visto già alla fine della scorsa stagione, con le ultime due sconfitte che avevano pregiudicato la possibilità di combattere per il titolo della Jupiler Pro League nei playoff contro il Club Brugge,

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Nino e la promozione dell’Elche, il miracolo di un quarantenne

Non c’è stata forse impresa più grande nei maggiori campionati europei della promozione dell’Elche. Inaspettata, emozionante e con tanti risvolti a sorpresa: l’unica certezza era che se fosse salita la squadra blanquiverde, sarebbe stato per merito di Nino, il vero veterano del suo calcio, capace a quarant’anni di scrivere ancora pagine di calcio da protagonista. Vero, il gol promozione porta la firma di Pere Milla, ala classe 1992 che ha fatto la spola tra Liga e Segunda in questi anni senza mai trovare la consacrazione fino a quel gol, ma è chiaro che in un’annata così è giusto riconoscere i

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Flick, lo strepitoso triplete da subentrato

Trentatré vittorie (ventuno consecutive), un pareggio e due solo sconfitte: questo il bilancio di Flick da quando si è seduto sulla panchina del Bayern Monaco. Numeri impressionanti per un allenatore capace di cambiare completamente volto ad una squadra che stava vivendo un momento di difficoltà specie dopo il 5-1 subito dall’Eintracht. Da quel momento la stagione del Bayern è stata semplicemente perfetta con il triplete conquistato e una serie di statistiche (prima squadra di sempre a vincere tutte le gare di Champions per dirne una) impressionanti. Gran parte del merito va attribuito a Flick. Cerchiamo di capire le sue mosse

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I migliori marcatori della storia delle finali di Champions League

Bayern Monaco e Paris Saint Germain si affronteranno per la prima volta in una finale europea e se i bavaresi sono alla ricerca della sesta consacrazione europea, i francesi vogliono diventare la seconda squadra transalpina ad alzare il trofeo. Grandissimi campioni hanno giocato questa finale e molti hanno segnato momenti indimenticabili, come già Thomas Müller e Neymar sono stati in grado di fare. Questi sono gli unici a essere andati in gol per almeno tre volte in finali di Champions League 5) 3 GOL IN DUE FINALI DIVERSE Il Real Madrid degli anni ’50 e ’60 era una delle macchine

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Cinque squadre che hanno vinto la Champions cambiando allenatore

REAL MADRID 1959-60/1999-00/2015-16 Il Real Madrid è la squadra con più successi in Champions League, ma è anche quella con lo strano record di allenatori vincenti da subentranti. Già nel 1958-59 Luis Carniglia venne esonerato a febbraio per far spazio a Miguel Muñoz ma dopo soli due mesi il tecnico argentino tornò sulla panchina madridista e vinse contro il Reims. Muñoz però si prese la sua bella rivincita l’anno seguente diventando da allora una colonna dei Blancos. L’argentino Manuel Fleitas Solich non riuscì a vincere la Liga e il 17 aprile 1960 venne esonerato a soli quattro giorni dalla semifinale

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Coman e l’ultima intuizione geniale di Flick

Coraggio e istinto, freddezza decisionale in puro stile tedesco. C’era solo un dubbio per la formazione del Bayern alla vigilia della finale, quello di schierare Coman o Perisic come ala sinistra. Il francese per la maggiore imprevedibilità ma con meno condizione, il croato per l’ottimo impatto avuto in queste final eight. Flick ha voluto rischiare, ha cambiato strada, ha scelto la novità al posto della riconoscenza, la sensazione per la razionalità, e alla fine ha avuto ragione lui. Perché la partita il Bayern l’ha vinta proprio a sinistra, sul gol e non solo, per una fascia che ha deciso inequivocabilmente

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