Premier League, le sei “sorelle” in lotta per la salvezza

La Premier League sarà del Liverpool; i ventidue punti di vantaggio che i Reds hanno sul Manchester City rendono impossibile qualsiasi tentativo di rimonta da parte dei ragazzi di Guardiola. Se la lotta per il titolo è chiusa, lo stesso non si può dire per gli altri traguardi, tra cui la corsa salvezza; sei squadre in otto punti e il bisogno di trovare la strada giusta a partire da un weekend diviso in due settimane. La ventiseiesima giornata di Premier League sarà spalmata su quindici giorni e a beneficiarne potrebbe essere il Brighton impegnato in casa contro il Watford. Punti

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Liga, la partita da non perdere: il Derbi Vasco

Gli anni ’80 sono tornati di moda nella Liga spagnola: tutto merito di una Copa del Rey che per quanto innovativa ha riportato il tempo indietro all’epoca in cui le basche erano assolute big del calcio nazionale. Il Derbi Vasco quest’anno conta di più: tra campionato e Copa si rischia di rivivere una stagione all’insegna del calcio di questo Paese, finalmente tornato grande e competitivo con più squadre contemporaneamente. Vero, il País Vasco è da diversi anni che porta più squadre in Liga, soprattutto da quando l’Alavés è tornato e l’Eibar si è insediato senza più fare retromarcia in Segunda.

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Isak gela il Bernabeu e trascina la Real Sociedad in semifinale

In Copa del Rey era il momento del Real Madrid; i ragazzi di Zidane ospitavano la Real Sociedad con l’obiettivo di accedere alla semifinale. Missione completamente fallita; al Bernabeu, infatti, è andato in scena un vero e proprio horror calcistico con la capolista della Liga demolita da un super Isak. L’attaccante svedese, con due goal e un assist, ha trascinato i suoi al turno successivo. Doppietta che permette al giocatore di diventare capocannoniere della competizione con sette reti. A nulla è servita la reazione nervosa dei padroni di casa nei minuti finali. Il Real Madrid esce dalla Copa e per Zidane

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Il miracolo San Gallo e il primo posto in Super League

L’Europa League era dunque sfuggita per un soffio ma nel 2019-20 non bisognava fallire e così il mercato fu di quelli ambiziosi. Si iniziò subito con il preziosissimo riscatto di Itten, poi Babic tornò dal Vaduz e soprattutto vennero acquistati Guillemenot dal Rapid Vienna, Görtler dall’Utrecht e Demirović dall’Alavés. L’inizio però non fu dei più semplici e i miseri quattro punti in cinque partite fecero sì che la panchina di Zeidler fosse a rischio, ma tutto cambiò quando con il Lugano arrivò la vittoria con un pirotecnico 3-2 e dove Guillemenot venne messo trequartista e non più sulla sinistra. Addio

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È l’edizione di Copa del Rey più pazza di sempre

Lo scorso format della Copa del Rey era lento e prevedibile: giocare due volte partite tra squadre di categorie differenti comportava l’impiego per lo più di seconde linee e un appiattimento generale della competizione che faticava a riservare delle sorprese, se non in partite con ampi turnover. Con tutto che le ultime edizioni sono state tutt’altro che noiose, quanto accaduto quest’anno ha del clamoroso: il nuovo sistema con gara secca in casa della squadra piazzata peggio ha mischiato tutto regalandoci un insolito quartetto di semifinaliste. ?️ ¡¡ATHLEEEETIC, EUP ‼️ ? #BiziAmetsa ? #AthleticClub ? pic.twitter.com/41FLr9NpOz — Athletic Club (@AthleticClub) February

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Thiago Almada, dal Barrio di Tévez con la fiducia di Heinze

“Sono cresciuto in un quartiere in mezzo a gente che fumava o che camminava con la pistola in mano” racconta Thiago Almada passeggiando tra le sue vie di Fuerte Apache. È il Barrio di Carlitos, quello del Murales gigantesco di Tévez, ma anche uno dei più difficili dove vivere. E lo si può notare anche solamente guardando il campo dove Almada ha cominciato a giocare: un po’ cemento, un po’ terra, le reti delle porte solamente per terra e non tra i pali. Una terra in cui in mezzo c’è un po’ di tutto, ma che non è certo il

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Dall’abbandono alla finale di Copa del Rey: la storia dello stadio La Cartuja

Non tutti sanno che a Siviglia c’è uno Stadio Olimpico, anche perché scorrendo le edizioni dei Giochi nessuna rassegna a cinque cerchi è mai stata disputata nella capitale andalusa. Eppure se si va nel quartiere de La Cartuja si può trovare uno stadio da 65.000 persone, il più grande di una città che già ospita il grandissimo Benito Villamarín, stadio del Betis da 60.000 posti nel quartiere di Heliópolis, e il Sánchez Pizjuán, stadio del Siviglia da 44.000 posti nel barrio di Nervión. Eppure lo Stadio Olimpico de la Cartuja è stato snobbato, dimenticato, abbandonato. Fu costruito per ospitare i

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È già l’Internacional di Eduardo Coudet

È terminata senza reti la sfida di andata del secondo turno preliminare di Copa Libertadores tra Universidad de Chile e Internacional. I brasiliani, guidati dal nuovo allenatore argentino Eduardo Coudet (campione d’Argentina nel 2019 con il Racing), erano i favoriti della vigilia, ma non sono riusciti a concretizzare il netto vantaggio territoriale, con El Depredador Guerrero parso lontano dalla forma migliore e incapace di convertire in gol almeno tre nitide occasioni. Nonostante le poche emozioni è stata interessante soprattutto in quanto primo vero banco di prova per vedere all’opera le idee dell’allenatore argentino nel nuovo contesto, dopo i 10 punti ottenuti

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Bayern Monaco, qualificazione con il brivido

Dopo un martedì folle, la DFB-Pokal continua a regalare emozioni. All’Allianz Arena sembrava tutto pronto per una passeggiata di salute del Bayern; i bavaresi, invece, hanno faticato più del previsto contro un Hoffenheim mai domo grazie a un grande Dabbur. Dopo le eliminazioni illustri di Lipsia e Borussia Dortmund, i ragazzi di Flick si prendono la qualificazione e mantengono vivo il sogno triplete. Ora lo scontro diretto con il Lipsia per porre le basi di una prima fuga. Bayern Monaco, obiettivo raggiunto Bisognava passare il turno e il Bayern Monaco ci è riuscito ma è una qualificazione da analizzare nel

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Quando il Mirandés arrivò fino alla semifinale di Copa del Rey

Nel tabellone dei quarti di finale di Copa del Rey c’è ancora una superstite: il Mirandés è la sorpresa dell’edizione di quest’anno, unica squadra di Segunda a essere entrata tra le migliori otto del torneo. Merito del nuovo format sì, che dà più chance alle outsider di giocarsi la qualificazione in gara secca sul proprio campo, ma anche di una squadra che ha saputo sfruttare il proprio feeling con questa coppa per scrivere altre pagine della propria storia. D’altronde il campionato non sembra poter dare grosse soddisfazioni: la salvezza è ampiamente alla portata, i playoff non sono distanti ma la

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