Italia e Belgio, le uniche a punteggio pieno

L’Europeo del 2020 prende forma con le primissime squadre classificate aritmeticamente, Il Belgio è stata la prima, poi si sono aggiunte Italia, Ucraina, Russia, Spagna e Polonia. Ma tra tutte le squadre che stanno partecipando a questa fase di qualificazione solamente in due hanno vinto tutte le partite. E quelle nazionali sono proprio Italia e Belgio, entrambi protagoniste di un 8 su 8 che ha facilitato la precocità della qualificazione e rafforzato la propria posizione nel ranking. Per l’Italia, lo sappiamo già, è un record assoluto. Un 2019 senza intoppi con tutte vittorie per ritrovare serenità dopo una delle pagine

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Solida e vincente, la Russia di Cherchesov va all’Europeo

Non si può più parlare solo di grande exploit dovuto al fatto di essere la nazione ospitante. La Russia dopo anni negativi è tornata prepotentemente sulla scena mondiale e continentale e dopo i quarti di finale ottenuti nell’ultima Coppa del Mondo ecco che la nazionale di Cherchesov è stata in grado di qualificarsi per l’Europeo con ben due turni d’anticipo. Il girone non era sicuramente dei più complicati, con Cipro e Scozia come principali rivali, ma il cammino è stato netto e convincente e solo il Belgio a Bruxelles è riuscito a far perdere punti agli Orsi. L’ultima settimana di

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Italia, Mancini e il record di Pozzo: un 2019 perfetto

Non sono ancora finiti gli impegni nell’anno solare, ma quello vissuto dall’Italia di Mancini fin qui è stato un 2019 perfetto. Striscia aperta di otto vittorie consecutive in fase di qualificazione, per un totale di 9 successi in fila se si aggiunge anche la partita con gli Stati Uniti che permette all’attuale Ct di eguagliare un record che apparteneva addirittura a Pozzo. Vero, come ribadito da Mancini stesso tra lui e Pozzo ci sono due titoli mondiali di mezzo e un prestigio senza eguali, ma per poter permettersi di sognare certi traguardi è doveroso passare da queste strade. ⏱RISULTATO FINALE

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Svezia-Spagna e la grottesca notte di Solna

7 ottobre 2006, la Svezia accoglie la Spagna di Luis Aragonés al Råsundastadion in una gara valida per le qualificazioni al successivo Campionato Europeo del 2008. Il clima allo stadio del distretto di Solna è teso, la Spagna ha perso già in trasferta contro l’Irlanda del Nord e Raúl ha comunicato la sua decisione di abbandonare la nazionale. La panchina del tecnico Aragonés traballa e le possibilità di un esonero con la finalità di cambiare rotta  in vista dell’Europeo del 2008 sono molto alte. La Spagna, nonostante una formazione di valore nettamente più alto – Casillas; Ramos, Puyol, Juanito, Capedvila; Xavi, Albelda;

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L’Olanda blinda il primo posto in attesa della Germania: qualificazione vicina

L’Olanda blinda la prima posizione nel gruppo C in attesa della Germania che dovrá affrontare l’Estonia: gli Oranje compiono un altro passo importante verso la qualificazione ad Euro 2020. A trascinare la rosa di Koeman é stato Wijnaldum, autore di una doppietta che regola un’ostica Bielorussia: i padroni di casa si svegliano solo nella ripresa, ma gli ospiti sono bravi a blindare il risultato e a non dare speranze ad una ipotetica rimonta. WIJNALDUM FONDAMENTALE: L’OLANDA VEDE LA QUALIFICAZIONE Dopo la vittoria determinante contro l’Irlanda del Nord, l’Olanda mette in cassaforte altri 3 punti preziosissimi che distanziano i rivali e

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La nuova epoca della Spagna

Non più Barça-Real. Il duopolio che per anni ha dominato la nazionale spagnola si è sciolto. Di Xavi, Iniesta, Xabi Alonso, Fabregas non ne nascono ogni anno, e i due club più importanti di Spagna hanno scelto nel tempo di investire su giocatori stranieri. È sia per un ricambio generazionale non all’altezza della generazione precedente sia per un bisogno fisiologico dei due club di avere sempre i migliori in ogni reparto che la nazionale spagnola ormai da anni non coincide più con Real e Barça. Prendiamo il centrocampo come esempio. Nel corso degli anni il Real ha investito su Modric, Kroos,

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Gli incubi di Lippi e dell’Italia, è ancora Slovacchia-Paraguay nove anni dopo

Il 2010 fu un anno di luci e ombre per il calcio italiano. L’Inter vinse la Champions League e resta l’ultima squadra del Belpaese a essere riuscita in tale impresa, ma se a livello di club si poteva gioire lo stesso non si poteva dire per quanto riguardava la Nazionale. Gli Azzurri erano campioni del mondo in carica e si apprestavano a vivere il torneo sudafricano ancora da protagonisti. Certo, la squadra di Lippi non era tra le favoritissime, causa un invecchiamento dei campioni del mondo di quattro anni prima e un ricambio generazionale non all’altezza, ma il facile girone

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I cinque greci che arrivarono in Italia nell’estate 2004

L’Italia è a un passo dal conquistare la qualificazione per Euro 2020 e dopo la delusione patita due anni fa contro la Svezia era fondamentale ripartire subito con un grande girone di avvicinamento al massimo torneo continentale. Questa sera ci sarà la Grecia come avversaria che dopo gli anni d’oro di inizio millennio sta vivendo un periodo nero. Il 2004 è stato l’anno del trionfo in Portogallo e in Serie A c’è stata una vera e propria caccia al greco, ecco quindi cinque giocatori greci acquistati nell’estate più felice di sempre per lo sport greco. LAMPROS CHOUTOS Avrebbe dovuto essere

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Rinascimento Italia: l’Europeo è raggiunto

In fondo è bello così. O meglio, abbiamo meritato che sia così. L’Italia che va all’Europeo e lo fa alla prima occasione utile, nello stadio che ospiterà Euro 2020, lo stesso che potrà rivedere questa squadra giocarsi qualcosa di importante. Due anni dopo la disfatta, passando dal fallire all’ultima spiaggia a concretizzare la qualificazione alla prima opportunità. Roma che sogna, che annusa le potenzialità di una squadra cresciuta nel corso della gestione Mancini, passata dal temere la retrocessione in Nations League a conquistarsi un Europeo con un percorso netto. Nessuno scivolone, nessun calo di tensione, ma solo una costante crescita

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La Grecia attuale s’è dimenticata dei reduci di Euro2004?

La sera di martedì 11 giugno scorso, all’OAKA di Atene, una sconfitta casalinga della Grecia contro l’Armenia (2-3) costò di fatto la panchina al ct Angelos Anastasiadis. «O noi o lui» disse senza mezzi termini il capitano, Sokratis Papastathopoulos, affiancato da Kostas Manolas. I due difensori, primatisti di presenze in nazionale, chiesero un chiaro segnale dal presidente della Federcalcio, Evangelos Grammenos, che avrebbe dovuto licenziare il ct o rinunciare alla loro presenza nelle successive gare. Ai due si aggiunse un terzo volto noto al calcio italiano, Vasilis Torosidis, non convocato a causa di diverbi proprio con Anastasiadis risalenti alla primavera

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