VIDEO – Mainz-Dortmund, un pomeriggio alla Opel Arena

Siamo stati alla Opel Arena di Mainz per vivere uno splendido pomeriggio di Bundesliga. In un clima caldissimo nonostante i pochi gradi sopra lo zero, abbiamo seguito Mainz-Borussia Dortmund. I gialloneri hanno vinto 1-2 una partita viva e intensa per 90 minuti. A Mainz è stata Bundesliga al suo massimo livello: ritmo, talento, divertimento. Potete leggere qui il nostro racconto della partita e ascoltare la nostra intervista a Witsel. Questo è invece il racconto della giornata, dello stadio e le immagini più belle del nostro pomeriggio. Tutto condensato in meno di 4 minuti. Il nostro pomeriggio alla Opel Arena

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Cinque italiani che hanno indossato la maglia del Valencia

Il Valencia ha bisogno di un’impresa per sperare ancora nella qualificazione in Champions e vincere all’Allianz contro la Juventus sembra quasi impossibile. I pipistrelli però conoscono bene l’Italia e soprattutto gli italiani, dato che molti giocatori del Belpaese vi hanno giocato. Ecco cinque giocatori italiani che hanno vestito la maglia del Valencia. 1) Bernardo Corradi Attaccante di manovra e con una grossa predilezione per il dialogo con i compagni Bernardo Corradi arrivò a Valencia nell’estate 2004. Dopo svariati anni in provincia trovò la sua consacrazione a Roma con la Lazio dove si conquistò anche la Nazionale per Euro 2004. In

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Il gol di Kroos che Olsen non può dimenticare

Toni Kroos e Robin Olsen, ancora una volta uno davanti all’altro. Quest’anno si erano già incrociati a Sochi, a Russia 2018. Una partita che poteva cambiare le sorti del Mondiale, ma che invece fu solamente l’unico lampo della Germania della scorsa estate. Che gol e che partita. Un 1-1 tirato fino all’ultimo, con una serie di ingenuità della Svezia che hanno concesso agli allora Campioni del Mondo in carica di ribaltare la partita. Una punizione regalata da posizione pericolosa, una barriera a sole due persone che non ha avuto alcuna reattività su un piazzato calciato a tre tocchi e la

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La sconfitta del calcio argentino

Che fosse una festa era più una speranza irrealizzabile che altro, che diventasse un disastro era un’evenienza temuta, ma non così attesa. Eppure ancora una volta quello che poteva andare male è andato malissimo e a rimetterci è sempre l’immagine del Sudamerica. L’Argentina in particolare fa una delle peggiori figure degli ultimi anni, soprattutto per il segnale che lascia: un Paese ancora indietro, incapace di organizzare e di gestirsi, ancora succube dei suoi disordini sociali. Poteva essere la festa della gente, dei colori, dei fuochi, della musicalità delle curve. E invece è stato un nuovo spot di violenza. Il pullman

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Il Valencia prova a spaventare la Juventus, tris al Rayo

Davanti ai 37mila e qualcosa del Mestalla il Valencia non sbaglia (finalmente) e conquista la prima vittoria casalinga di questa Liga. Si, avete letto bene, la prima (3-0 firmato doppio Santi Mina e Kevin Gameiro)! Per una squadra che ha probabilmente la quarta rosa più competitiva del campionati questo esordio disastroso è passato più o meno inosservato, merito di una classifica folle e ancora cortissima dopo 12 giornate. I problemi più grandi del Valencia risiedono nella costruzione del gioco. La manovra è lenta, colpa di una palla che circola con difficoltà tra i difensori e i due mediani di Marcelino.

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I giocatori del Boca che hanno segnato al Monumental con un’altra maglia

Un giorno alla fine di tutto: River e Boca al Monumental per giocarsi la Copa Libertadores e forse l’atto finale della rivalità più sentita del gioco del calcio. A La Boca in tanti sognano il colpo del secolo, quello di vincere il trofeo in casa dei rivali, in quello che sarebbe lo smacco più grosso di questa storia. Ma per farlo servono uomini in grado di imprese del genere, persone che sappiano come si fa gol in una partita del genere. Carlos Tevez, Lisandro Magallán, Nahitan Nández e Edwin Cardona hanno già fatto gol al Monumental con la maglia del Boca

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Il primo match point del Palmeiras

Un Brasileirão più bello di così era difficile da immaginare: tanto equilibrio, grandi incertezze in ogni zona della classifica ma a tre giornate dalla fine rischia di essere arrivato il momento della svolta. Il Palmeiras si gioca le sue cartucce: tre match point da sfruttare, a partire da questa sera. Il vantaggio accumulato di 5 punti sul Flamengo e 6 sull’Internacional può essere capitalizzato sin dalla terzultima giornata, ma servono particolari condizioni per far sì che al Verdão arrivi il secondo titolo nazionale in tre anni. Una vera e propria epopea quella del Palmeiras degli ultimi anni, forte come a

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Narrami, O Dellas

Grecia terra di contraddizioni, culla materna della civiltà intesa in senso odierno, patria di filosofia ed epica, terra di matematica e geometria. Paese affascinante, cosparso dell’aura del Partenone ma stretto al laccio della crisi economica. Dimitris Christoulas era un pensionato di 77 anni, ex farmacista, che si tolse la vita nell’aprile 2012 scegliendo di suicidarsi nella centralissima piazza Syntagma. Qualche mese dopo la Grecia dei Samaras – l’attaccante Giorgos e il primo ministro Antonis – sarebbe uscita dall’Europeo di Polonia e Ucraina per mano della Germania. In quell’occasione furono molti i bookies che scommetterono impietosamente su una doppia grexit, calcistica

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La Cecoslovacchia unita, forte e vincente del 1976

L’Ucraina ha ampiamente dominato il Gruppo 1 della Serie B ed è stata promossa in A e il derby tra Repubblica Ceca e Slovacchia che si giocherà a Praga vale la salvezza. È un momento difficile per il movimento calcistico di queste terre e le nazionali da quando hanno ottenuto l’indipendenza hanno disputato un solo Mondiale a testa. Ma quando la Cecoslovacchia era una nazione unica i risultati di prestigio non sono mancati. Ben due le finali in Coppa del Mondo perse entrambe passando in vantaggio, prima nel 1934 contro l’Italia con rete di Antonín Puć e nel 1962 contro

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Brais Méndez: stella al Celta, goleador anche in nazionale

C’è poco da salvare nella doppia uscita della Spagna in questo break-nazionali: l’eliminazione dalla Nations League e una prestazione sottotono nell’amichevole contro la Bosnia lasciano con l’amaro in bocca un Luis Enrique che in pochi giorni ha perso tutte le convinzioni create nell’immediato post Mondiale. Tra le novità da appuntare positivamente c’è l’esordio con gol di un giovane, Brais Méndez, una delle sorprese di queste convocazioni. ”Non mi aspettavo nemmeno la convocazione dell’Under 21, figuriamoci quella della maggiore” aveva detto una volta scoperto di essere passato tra i grandi. Personalità e grandi occasioni quelle capitate al 21enne del Celta Vigo,

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