Abou Diaby verrà ricordato più per gli infortuni che per il talento, perché i primi hanno nettamente prevalso sul secondo. Seppur ce ne fosse tanto, in quel corpo apparentemente meccanico ma di grande efficacia. Tanto da diventare un modello per molti, compreso Paul Pogba, che lo ha citato tra i centrocampisti che considera migliori di lui.

Box-to-box straordinario, la gente si è dimenticata di lui, con l’Arsenal e in Nazionale ha fatto grandissime cose. Per me è un esempio“, ha affermato in un’intervista pre Mondiale 2018 a Canal+. Per Pogba è un esempio, ma per molti Abou Diaby è ormai un ex giocatore, falcidiato dagli infortuni. Senza squadra da ormai un anno dopo la scadenza di contratto col Marsiglia, con un ritiro che nonostante tutto non è nei suoi pensieri.

I numeri non depongono sicuramente in favore del centrocampista francese. In carriera – stando ai dati di Transfermarkt – avrebbe saltato 327 partite a causa di problemi fisici. Il numero di partite giocate, comprese quelle con la nazionale maggiore e l’under21 della Francia, è di 218. Dati eloquenti che racchiudono una carriera di fatto durata 12 anni tra i professionisti, dall’esordio a 18 anni nell’Auxerre il 4 ottobre 2004 all’ultima partita giocata da pro nell’agosto 2016, prima di un’ennesima operazione a una caviglia che lo ha di fatto costretto a saltare tutta la stagione e non rinnovare il contratto con il Marsiglia, che gli aveva dato l’ultima chance di una carriera che poteva essere di prestigio.

16 presenze e un gol per Diaby con la maglia della nazionale francese.

Arrivato all’Arsenal nel gennaio 2006, era stato scelto ovviamente da Wenger che in lui vedeva un potenziale erede di Patrick Vieira. E il tempo sembrava dare ragione all’alsaziano, almeno fino al 2011, quando un problema alla caviglia ha innescato una serie di infortuni che ha di fatto rovinato la carriera del nazionale francese. Uno che al Mondiale del 2010 aveva giocato tutte le tre partite in cui erano stati impegnati i Bleus. E che da tutti era riconosciuto come un potenziale top centrocampista.

La scorsa stagione Diaby l’ha guardata da fuori, pensando ad allenarsi per conto suo e rimettersi in piedi dopo l’ultimo infortunio. L’estate 2018 non sembra però volergli dare altre opportunità. Eppure la voglia del 32enne è ancora chiara nella sua testa: giocare, scendere nuovamente in campo e provare a riscattarsi dopo tutto quello che ha lasciato per strada. Nessuno finora sembra fidarsi del suo fisico, l’unica vera incognita, ma anche la più grande, il condizionamento negativo peggiore che può avere un calciatore professionista. Ma il ritiro non è un’ipotesi. Abou Diaby ha già troppi rimpianti per fermarsi ancora per una sua scelta.