Il giocatore che ha interrotto il dominio di Cristiano Ronaldo e Messi, che andava avanti dal 2014, nella classifica di miglior realizzatore nelle coppe europee nell’anno solare 2018 è nato a Nazareth.

I suoi amici arabi lo chiamano Munas da Nazareth, per contrastare la figura di un illustre antenato, Gesù il nazareno, ma in giro per i campi verdi dell’Europa viene acclamato come Munas Dabbur, il numero 9 del Red Bull Salisburgo.

12 reti nelle coppe europee nel 2018 e goleador della fase a gironi dell’Europa League con 6 reti in 6 partite. Attualmente, con 9 gol e 4 assist in 18 partite è il capocannoniere della Bundesliga austriaca. Se queste cifre possano sembrare da annoverare come una stagione nata sotto una buona stella per l’israeliano, Munas Dabbur dal 2010 ha segnato sempre almeno 10 gol a stagione (28 reti in quella passata) oltre che un minimo di 8 assist (12 nel 2015/2016 e 9 nel 2017/2018).  Inoltre è stato il marcatore più prolifico della Serie A svizzera, con la maglia del Grasshopper, nel 2015/2016 e della Bundesliga austriaca nel 2017/2018.

In quel di Salisburgo hanno già ricevuto numerose offerte da molti club europei in questi anni, dalla Fiorentina al Siviglia, per passare dal Lione a l’Olympique Marsiglia e al Villareal. Tra le squadre che volevano portare Dabbur a giocare in Italia, ci fu anche il Palermo di Zamparini che lo aveva individuato come sostituto di Belotti in partenza verso il Torino.

Ma prima di arrivare a questo punto il giovane Munas ha dovuto sopportare la distanza dalla sua famiglia e dalla sua Nazareth, che è la città araba più popolosa di Israele. Non solo in Europa, quindi,  ma anche tra i confini dello stato ebraico.

Mio padre era un allenatore di lunga data del Maccabi Ahi Nazareth (ndr. attualmente 11esima nella Serie B israeliana. Il padre è morto in un incedente stradale). Mio nonno è stato anche il presidente del club per trent’anni. Il calcio era sempre presente a casa. Il mio sogno era quello di giocare per la squadra della mia città.” afferma Munas.

Ma solo un anno dopo l’esordio con i biancoverdi di Nazareth, Munas si deve trasferire da solo a Tel Aviv, sponda Maccabi. Il club più antico e titolato di Israele punta su di lui per vincere titoli in patria e ottenere figure discrete nell’Europa calcistica che conta. Quello che può sembrare il sogno per molti, per Dabbur è stato un incubo: “È stato molto difficile per me vivere da solo a Tel Aviv. Dopo l’allenamento tornavo a casa mia di corsa in macchina. Nel frattempo, piangevo.”

Tel Aviv-Nazareth sono solamente due ore di macchina. Ma il talento lo avrebbe portato lontano ad almeno 4 ore di aereo dalla sua famiglia, o meglio, da una sua parte. Perché la nuova destinazione, Zurigo in Svizzera, è solo a poche centinaia di kilometri dalla Francia e da Strasburgo: “Quando andai a Grasshoppers, fui fortunato che mio fratello lavorasse a Strasburgo, come medico. Mi ha davvero aiutato ad ambientarmi in questo nuovo ambiente”.  89 partite e 48 gol dopo si ritrova a giocare in quel di Salisburgo, nella casa della Red Bull.

Qui,” racconta Dabbur “ero molto lontano da tutti i miei parenti, l’inizio è stato molto difficile. Poi sono tornato per sei mesi in prestito a Zurigo. Era il tempo di proteggersi mentalmente per tornare alla Red Bull e a conquistare l’Austria, finalmente.” Tutto questo non è passato inosservato il 28 Settembre del 2017 al mister Marco Rose del Red Bull, che dopo aver battuto il Marsiglia nei gironi di Europa League grazie al gol di Dabbur affermò “Ha avuto un po’di difficoltà nel primo periodo. Ma sappiamo tutti che tipo di giocatore è. Munas rimane Munas

Il goleador di fede musulmana ma con il passaporto con la stella di David impressa nella carta non dimentica il suo passato o le sue origini arabe. Infatti da anni, ha creato una scuola calcio a Nazareth per bambini israeliani e arabi all’insegna di un unico vero amore, quello del pallone.

Un giorno, proprio in quella stessa città che l’ha visto partire per l’Europa, lui ci tornerà a giocare perché “è a Nazareth che voglio chiudere la mia carriera”.

Luca Fortini