Dopo la rimonta subita dal PSG per mano del Manchester United, le speranze francesi in Europa erano riposte nel Lione, in Champions, e nel Rennes, in Europa League. Nonostante fossero impegnate in due sfide piuttosto ardue contro Barcellona e Arsenal, tra le favorite nelle rispettive competizioni, la brillantezza dell’OL nella gara di andata e il brio dei rouge-et-noire davano una pacca sulla spalla anche al tifoso più pessimista.

Nulla da fare. Due eliminazioni su due il bilancio, ma per mano di due fuoriclasse. Il Lione sembrava tornato in corsa con il 2-1 firmato Tousart, ma Lionel Messi ha completato l’opera con finta, contro-finta e conclusione. La terza forza della Ligue 1 ha subito così il 3-1 che, a 12 dal termine, li ha condannati al ritorno in patria lasciando campo libero ai blaugrana che, spietati, hanno chiuso il conto con Piqué e Dembélé.

La squadra di Bruno Génésio ha dimostrato di saper reggere il confronto con chi ha ambizioni superiori portando avanti una filosofia coerente fatta di brillantezza tecnica e di giovani di grande prospettiva, ma anche di calciatori ‘fatti e finiti’ come Fekir e Depay, sempre più a loro agio a certi livelli.

Il Rennes ha forse qualche rammarico in più, ma è sbagliato essere delusi da Ben Arfa e compagni. Vincere in casa 3-1 in rimonta nella gara di andata è stato sicuramente qualcosa di stupefacente e il ritorno degli uomini di Emery era abbastanza scontato. Tuttavia, ci si aspettava una maggior presa sulla partita, sfuggita di mano già nel primo quarto d’ora con tutta la qualificazione.

Anche qui, la firma è eccellente. Pierre-Emerick Aubameyang è arrivato così a 21 reti stagionali e un periodo di forma adatto alla fase finale della stagione dove una rete può spostare i giudizi sul rendimento di squadra. Si conclude il cammino europeo dei francesi, ma l’unica vera delusione resta il PSG. Lione e Rennes erano chiamate a un’impresa, i parigini a coronare un progetto tecnico mai definitivamente sbocciato.

Fa male, tuttavia, pensare a come il calcio francese abbia portato zero squadre in fondo in EL nell’anno della riforma delle coppe europee. I transalpini hanno sì perso una squadra nel computo totale delle qualificate tra le 2 competizioni, ma proprio per questo avrebbero potuto ambire a qualcosa di più in Europa League. Poteva essere un’occasione per accumulare qualche punticino in più nel ranking UEFA dato che la Germania dista ben 13000 punti in questo momento pur portando soltanto l’Eintracht tra le top8 di Champions ed EL.