L’inizio della gestione Mancini aveva come grande punto interrogativo quello della mancanza di un finalizzatore e della scarsa concretezza sotto porta dopo aver cominciato a trovare ottime trame di gioco. Un’Italia finalmente bella, che però faticava a trovare la via della rete: le partite contro Polonia e Stati Uniti ne erano state l’emblema, dopo la svolta arrivata a Genova con l’Ucraina. Ma è bastato un anno per ritrovarsi un’Italia diversa, più forte, capace di trovare ottimi numeri in attacco mantenendo comunque una certa stabilità difensiva.

Con 18 reti segnate gli Azzurri hanno al momento il miglior attacco delle Qualificazioni a Euro 2020. Tante attenuanti da considerare sì, ma al momento il numero parla chiaro. A sminuire la statistica non è certo la presenza del Liechtenstein nel girone, visto che come sesta fascia ogni gruppo ha un avversario di quel livello, da San Marino a Andorra, Gibilterra e via dicendo, ma solamente il fatto che alcune nazionali hanno meno partite giocate.

In particolar modo l’Inghilterra si ritrova con 14 reti dopo sole 3 partite, la metà rispetto all’Italia, che però ha saputo sfruttare al meglio ogni tipo di vantaggio. Non sono d’altronde troppo lontani i ricordi di una Nazionale che in vantaggio di 4 gol in Liechtenstein nella precedente gestione si fermò all’intervallo, mandando all’aria il testa a testa con la Spagna per la differenza reti che ci presentò con l’obbligo della vittoria al Bernabéu.

No, per fortuna i tempi sono cambiati e l’Italia non deve fare neanche conti del genere. I gol servono a dare l’immagine dell’Italia come squadra propositiva e riflettono nei tabellini quell’attitudine al gioco di proposta che poche volte si era visto negli anni precedenti, anche in gestioni più fortunate di quella Ventura. Gol che si trasformano in vittorie, vittorie che aiutano tantissimo nella cervellotica corsa a un piazzamento ideale nel ranking: non tanto per Euro 2020 in cui la posizione da Paese ospitante garantisce un ruolo da testa di serie, ma per i sorteggi dei gironi Mondiali in cui sarà necessario essere tra le prime dieci europee per evitare brutte sorprese come la Spagna nel cammino che non ci ha portato in Russia.

Al momento l’Italia è la decima europea, inseguita da un’Olanda rigenerata. Ma la propositività di questa Nazionale per una volta ci fa guardare in avanti e immaginare di andare a prendere Germania e Danimarca anziché guardarsi all’indietro da possibili sorpassi. Perché questi Azzurri hanno dimostrato di aver dato una spallata a stereotipi e cattive abitudini di una nazionale che non sapeva segnare. Ancora non si è trovato un bomber da record, quello no, ma vedere un’impronta così concreta in attacco è sicuramente la notizia più bella. Da Belotti a Immobile, l’Italia col miglior attacco d’Europa che trova i gol con i suoi finalizzatori, impensabile un anno fa, così bello e vero oggi.

 

 

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