La pausa per le nazionali ha spesso questi risvolti. Soprattutto quando non si è all’interno dei cicli di partite la mente tende a viaggiare verso il mercato, a volte a sproposito, a volte con ragione. Impossibile parlarne a settembre, ma già in questo stop si possono tirare le prime somme. Una di queste è la difficoltà di Javi Martínez nel trovare un posto nel Bayern Monaco, situazione di crisi che lo proietta già, in questo periodo di attesa e mancanza di partite, a un futuro in un’altra squadra.

E la piazza ideale per lui non può che essere Bilbao. Da lì partì per Monaco di Baviera, con un trasferimento che legittimò in anticipo quelle sue grandi potenzialità di catalizzatore davanti alla difesa. Forte ma ben nascosto dall’Athletic, capace di prenderlo per soli 6 milioni dall’Osasuna, club con cui i rapporti non sono eccellenti vista la vicinanza geografica con la capitale navarra, e poi di darlo via a un top club come il Bayern diventando con 40 milioni l’acquisto più caro della storia della Bundesliga (record battuto poi da Tolisso nel 2017).

Javi Martínez in carriera ha sfruttato al meglio il suo fisico: gli è servito per diventare una grande diga davanti alla difesa, ma anche per andare a fare sponde in attacco, sorprendente ruolo trovatogli dal genio di Del Bosque durante la sua gestione che ha portato un Mondiale e un Europeo alla Spagna. Centimetri sì, velocità no: la sua grande abilità in carriera è stata far andare il cervello più veloce dei ritmi della partita, in modo da pensare prima il gesto tecnico. Ciò l’ha reso un giocatore determinante nel Bayern, ma al momento queste caratteristiche non sono sufficienti per renderlo uno dei protagonisti della squadra di Kovac.

Per questo l’Athletic può pensare a lui per un futuro anche immediato. Il suo contratto scade nel 2021, la sua volontà è quella di ricominciare in una piazza sicuramente meno ambiziosa ma che gli dia più spazio. Ecco perché il ritorno a Bilbao avrebbe il suo grande senso: d’altronde a 31 anni può ancora dare tanto, soprattutto in una squadra che per sua politica può centellinare solamente gli acquisti. Difficile che arrivi già a gennaio, più possibile a giugno. Magari subito dopo l’Europeo, l’ultimo blocco-nazionali della stagione in cui il mercato non è più un’idea ma una realtà.