Più che un calciatore, Rob Holding negli ultimi anni è stato un mix tra un emblema e un capro espiatorio. Più che esserlo, sarebbe meglio dire che è stato preso come tale. Nonostante la giovane età e l’enorme salto affrontato, del difensore centrale classe 1995 si è parlato molto poco a livello tecnico.

Ha avuto invece molta più considerazione il suo trasferimento, avvenuto nell’estate 2016: 3 milioni di euro, dal Bolton retrocesso in Championship all’Arsenal, una delle squadre più importanti della Premier League. Per un giocatore peraltro sconosciuto ai più, che poteva vantare giusto un paio di presenze con l’under-21 e il premio di giocatore dell’anno con il Bolton nel 2015/16.

Di chi fosse Rob Holding se ne parlò pochissimo, in pochi si preoccuparono delle sue doti. Piuttosto vennero mosse feroci critiche nei confronti di Arsène Wenger. Il principale motivo era il braccino corto, la poca voglia di spendere svariati milioni per comprare un centrale difensivo più affermato.

Se spendo molti milioni per prendere un giocatore non significa che automaticamente quel giocatore abbia qualità. Funziona così solo se il giocatore è un top player. Non si parla più del calcio, ma dei soldi. Rob Holding ha 20 anni, è inglese. Mi dispiace che non sia costato 55 milioni di sterline e che quindi non possa essere un buon difensore

Wenger non ci andò leggero con la stampa e non smise di sottolineare come troppi calciatori fossero strapagati. Certo poi tornò parzialmente sui propri passi: qualche settimana dopo, in emergenza, sarebbe stato acquistato Mustafi a 40 milioni.

Oggi però Rob Holding ha iniziato a meritarsi considerazione anche a livello tecnico, dopo aver alternato nelle scorse due stagioni delle prestazioni disastrose a picchi altissimi. Nell’1-1 contro il Liverpool il difensore inglese classe 1995 è stato uno dei migliori in campo e ha confermato le già ottime prestazioni nell’ultimo mese e mezzo della gestione Unai Emery.

Partito come riserva, si è trovato presto titolare con la fiducia del tecnico spagnolo, che in estate ha scelto di puntare su di lui lasciando andare in prestito Chambers, suo coetaneo e che l’anno scorso aveva fatto vedere importanti miglioramenti nel finale di stagione.

Al contrario, Holding era riuscito a mettersi in evidenza per alcune ottime prove isolate, ma senza mai trovare continuità di rendimento per più partite come Chambers. Per questo sembrava destinato ad andare via in estate, anche per via della volontà di Emery di voler una squadra meno britannica, come affermato da alcuni.

Che l’ex Bolton avesse personalità era già stato evidente nella finale di FA Cup del 2017, quando era stato schierato nella difesa a tre insieme a Monreal e Mertesacker, in quella che sembrava una linea destinata a subire gol a raffica dal Chelsea di Conte fresco campione d’Inghilterra. Invece l’Arsenal si prese la finale e Holding fu tra i migliori in campo, dopo essere stato più di un rincalzo per tutta la stagione.

Memorabile in quel match fu lo scontro con Diego Costa, probabilmente l’avversario più fastidioso di tutti. Oltre a contenerlo a livello fisico e tecnico, Holding si permise anche un gesto forse sconsiderato, di dargli del “crazy a parole e a gesti.

Anche quel gesto lo ha reso uno dei giocatori simbolo di quella vittoria, celebrata dalla tifoseria dell’Arsenal con uno dei cori più particolari e ironici, dedicato a Holding (“è meglio di Cannavaro”).

Forse meglio del pallone d’oro del 2006 non lo diventerà, ma sicuramente qualcuno gli potrebbe dovere delle scuse, a lui e a Wenger. A lui per la poca considerazione a livello tecnico e a Wenger perché tra le critiche generali ha trovato il modo di aver ragione: chi l’ha detto che, nel 2018, un difensore pagato 3 milioni non può essere un ottimo difensore?