Juventus, cresce la tensione tra Spalletti e Comolli

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus

Luciano Spalletti, allenatore della Juventus Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 29, 2026

La situazione in casa Juventus resta estremamente delicata. Il rapporto tra Luciano Spalletti e Damien Comolli continua a vivere una fase di forte tensione interna, alimentata soprattutto dalle divergenze sul mercato e sulla gestione tecnica della squadra.

Spalletti chiede più potere: le due condizioni sul tavolo

La proprietà, almeno per il momento, non è intenzionata a rivoluzionare l’assetto societario. Spalletti non considera fallimentare il lavoro svolto  ma ritiene di non essere stato realmente coinvolto nelle strategie di costruzione della rosa. Comolli ha pubblicamente sostenuto che operazioni come quelle di Jesper Karlsson Holm e Jeremie Boga siano state condivise con il tecnico. Una versione solo parzialmente contestata dall’allenatore, che però continua a sottolineare un aspetto fondamentale: il centravanti richiesto con insistenza non è mai arrivato. Per questo motivo Spalletti si presenterà all’incontro con due richieste precise. La prima: il tecnico non vuole ulteriori figure operative alla Continassa che possano interferire nel lavoro quotidiano dello staff tecnico. La seconda riguarda il mercato: Spalletti pretende un coinvolgimento totale nelle scelte strategiche della prossima stagione.

Vlahovic e Alisson aumentano il malumore

Le divergenze non si fermano però alla struttura societaria. Sul tavolo ci sono anche alcuni dossier pesantissimi che rischiano di compromettere il rapporto interno. Spalletti aveva infatti spinto con forza sia per la permanenza di Dušan Vlahović sia per l’arrivo di Alisson Becker. Due operazioni che, almeno al momento, si sono complicate sensibilmente. Vlahovic è profondamente deluso dal mancato accesso della Juventus alla prossima Champions League e valuta possibili alternative in attesa di offerte convincenti. Anche la trattativa per Alisson vive una fase di stallo. Dopo l’apertura del portiere brasiliano al trasferimento, la dirigenza bianconera ha dovuto fare i conti con le richieste del Liverpool , che continua a pretendere circa 15 milioni di euro per liberare il giocatore. Una cifra considerata troppo elevata da Comolli, che ha deciso di rallentare l’operazione.

De Gea e Nubel alternative: il summit può decidere tutto

Nel frattempo la Juventus si sta guardando attorno a caccia di eventuali alternative ad Alisson. Tra i profili valutati per la porta resta viva la candidatura di David de Gea, mentre nelle ultime ore ha preso quota anche il nome di Alexander Nübel del Bayern Monaco. Il problema principale riguarda però i tempi. Le trattative rischiano di protrarsi oltre il confronto tra Spalletti e Comolli, aumentando ulteriormente la pressione interna. Ecco perché con queste premesse la sensazione è che il summit dei prossimi giorni possa rappresentare molto più di una semplice riunione operativa: sarà un vero spartiacque per il futuro tecnico e dirigenziale della Juventus. Il summit decisivo, previsto tra oggi e lunedì alla presenza di John Elkann, dovrà chiarire il futuro degli equilibri dirigenziali bianconeri e sciogliere i dubbi sulle operazioni di mercato. 

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