Le ultime resistenze sono cadute. Dopo il via libera del Collegio di Garanzia del Coni, anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha escluso qualsiasi profilo di incompatibilità per Giovanni Malagò nella corsa alla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Un passaggio tutt’altro che formale, perché proprio sul presunto conflitto con la legge Severino si erano concentrate le contestazioni politiche e le minacce di possibili ricorsi.
L’Anac, interpellata dal ministro per lo Sport Andrea Abodi dopo un’interrogazione parlamentare del senatore leghista Paolo Tosato Marti, ha chiarito che la norma sulle incompatibilità successive riguarda esclusivamente rapporti di collaborazione, consulenza o impiego. La presidenza di una federazione sportiva, essendo un incarico in un organo collegiale, non rientra in nessuna di queste fattispecie. Tradotto dal burocratese: per Malagò non esiste alcun impedimento giuridico a passare dalla guida del Coni a quella della Federcalcio. E, soprattutto, viene meno il rischio che il risultato elettorale possa essere contestato successivamente nelle aule dei tribunali amministrativi.
Abodi festeggia: “Garantita la piena legittimità del voto”
Il ministro Abodi ha accolto con soddisfazione il pronunciamento dell’Autorità guidata da Giuseppe Busia, sottolineando come il parere consenta di arrivare all’assemblea elettiva di lunedì in un clima di piena regolarità istituzionale. Un messaggio che sa anche di chiusura definitiva delle polemiche. Negli ultimi giorni, infatti, il dibattito sulla candidabilità di Malagò aveva rischiato di trasformare la corsa alla Figc in una partita più legale che politica, con il calcio italiano ancora una volta impantanato tra cavilli e interpretazioni normative.
Lunedì il voto: Malagò favorito, Abete prova l’ultima rimonta
A questo punto la sfida entra nella sua fase decisiva. Lunedì i grandi elettori della Federcalcio saranno chiamati a scegliere tra Malagò e Giancarlo Abete. Il doppio via libera ottenuto dall’ex numero uno del Coni rappresenta però un assist pesantissimo alla sua candidatura. Non soltanto perché elimina ogni dubbio sulla legittimità della sua elezione, ma anche perché rafforza l’immagine di un candidato ormai riconosciuto come pienamente eleggibile da tutti gli organismi competenti. Nel calcio italiano, dove spesso le partite si decidono più nei corridoi che sul campo, Malagò arriva così al fischio d’inizio con due gol di vantaggio: uno segnato al Collegio di Garanzia del Coni, l’altro firmato dall’Anac. Ad Abete resta il compito più difficile, quello di ribaltare il pronostico direttamente nelle urne. Lunedì si scoprirà se basterà.
