Elezioni Figc, Malagò ha già i numeri: Abete pensa al ritiro

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò Immagine | Wikipedia

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 9, 2026

La corsa alla presidenza della FIGC entra nella fase decisiva e, almeno per il momento, il quadro appare definito: saranno Giovanni Malagò e Giancarlo Abete i protagonisti della sfida che porterà all’assemblea elettiva del 22 giugno. Tuttavia, dietro le dichiarazioni ufficiali, continua a prendere forma uno scenario diverso, fatto di dialoghi, possibili convergenze e dell’idea sempre più concreta di arrivare a una candidatura condivisa.

Malagò avanti: già decisi gli equilibri del voto

Sul piano dei numeri, oggi la posizione di Malagò appare nettamente più solida. L’ex presidente del Italian National Olympic Committee può già contare sull’appoggio della Lega Serie A, oltre che su quello dell’Assocalciatori e dell’Associazione Allenatori. A questi consensi si aggiunge il sostegno di diversi comitati regionali della Lega Dilettanti, tra cui quello lombardo, elemento che renderebbe già sufficiente la maggioranza per conquistare la guida federale. Proprio per questo motivo, il tema centrale delle prossime settimane potrebbe non essere tanto l’identità del vincitore, quanto la ricerca di una compattezza politica che il calcio italiano considera indispensabile dopo mesi di tensioni e divisioni. Malagò, dal canto suo, ha mantenuto toni distensivi nei confronti di Abete, smentendo qualsiasi ricostruzione su presunti attriti personali e confermando rapporti definiti “ottimi”.

Abete resta in corsa ma apre al confronto

Nelle ultime ore entrambi i candidati hanno incontrato i rappresentanti dei club di Lega Serie B, passaggio fondamentale per comprendere gli equilibri interni del calcio italiano. Al termine del confronto, Abete ha ribadito la volontà di proseguire nella corsa, ma con parole che hanno lasciato spazio a interpretazioni politiche precise. Il presidente della Lega Dilettanti ha sottolineato come la presenza di più candidature favorisca il dibattito sui problemi strutturali del sistema calcio, evitando che tutto si riduca a una semplice attesa del futuro presidente federale. Un messaggio che molti leggono come la conferma di una candidatura utile soprattutto a stimolare il confronto programmatico. Non è escluso infatti che, nelle ore precedenti al voto o addirittura durante la stessa assemblea federale, Abete possa decidere di fare un passo indietro per favorire una soluzione unitaria.

La Serie B cerca unità: confronto con la Lega Pro

A spingere verso una sintesi condivisa è soprattutto la Lega Serie B. Il presidente Paolo Bedin ha definito positivi gli incontri con entrambi i candidati, chiarendo però che serviranno ancora alcuni giorni per assumere una posizione ufficiale. Bedin ha insistito soprattutto sulla necessità di arrivare al voto con un sistema calcio compatto non soltanto sui nomi, ma soprattutto sui contenuti e sulle priorità strategiche del movimento. Una posizione che, nei fatti, sembra avvicinare ulteriormente la Serie B all’asse già formato dalla Serie A intorno a Malagò. Nella prossima settimana il ciclo di confronti si completerà con l’incontro tra i candidati e la Lega Pro guidata da Matteo Marani. Sarà l’ultimo tassello utile per definire gli equilibri definitivi della corsa federale. La sensazione, però, è che la partita possa ancora cambiare improvvisamente. I candidati oggi sono due, ma non è detto che arrivino entrambi fino al 22 giugno.

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