Milan, non è più una semplice flessione. È un crollo. Il 2-3 con l’Atalanta certifica una crisi strutturale e racconta il fallimento di un progetto tecnico e dirigenziale incapace di riportare i rossoneri ai livelli promessi dopo lo scudetto del 2022.
Un Milan da quartultimo posto
La sconfitta contro la Dea ha certificato un dato clamoroso: il Milan, nelle ultime otto giornate, ha raccolto appena 7 punti. Una media da zona retrocessione, lontanissima dagli standard di una squadra costruita — almeno nelle intenzioni — per competere ai vertici. I numeri dell’ultimo mese e mezzo sono devastanti. Nelle ultime sei partite, il Milan ha ottenuto una sola vittoria e segnato appena tre reti. L’unico successo è arrivato contro l’Hellas Verona, mentre le altre due marcature sono state realizzate a gara ormai compromessa contro l’Atalanta. La fotografia della classifica negli ultimi due mesi è impietosa: i rossoneri sarebbero quartultimi con Cagliari e Cremonese. La sensazione preoccupante è un’altra: oggi il Milan sembra poter perdere contro chiunque. Manca intensità, mancano idee, ma soprattutto manca personalità. Nel momento decisivo della stagione, quando serviva accelerare per blindare l’Europa e inseguire la qualificazione alla Champions League, la squadra ha smesso completamente di fare punti.
RedBird nel mirino: scenografia GF out in curva
La contestazione della Curva Sud nasce proprio da qui. Dal senso di regressione continua vissuto dal club dall’arrivo di Gerry Cardinale e del fondo RedBird Capital Partners dopo lo scudetto del 2022. Nei quattro campionati della gestione RedBird, i rossoneri hanno mancato per due volte sul campo la qualificazione in Champions League, centrando una volta l’obiettivo soltanto grazie alla penalizzazione della Juventus. L’unico trofeo conquistato è stata la Supercoppa Italiana, troppo poco rispetto alle ambizioni storiche del club. Nel mirino della tifoseria è finito soprattutto Giorgio Furlani. La Curva Sud, attraverso un durissimo comunicato, ha accusato l’amministratore delegato di aver smantellato una squadra campione d’Italia senza sostituirla con un progetto all’altezza. Le accuse riguardano sia la strategia societaria sia il mercato, definito insufficiente e condizionato esclusivamente da logiche economiche. Un’accusa pesante, accompagnata dalla coreografia “GF Out” e dai cori “Furlani vattene” andati in scena a San Siro durante la sfida contro l’Atalanta.
Contestazione anche contro i giocatori
La rabbia della tifoseria non si è fermata alla dirigenza. Nel comunicato della Curva Sud è finita anche la squadra, soprattutto dopo quanto accaduto al termine della sconfitta contro il Sassuolo Calcio, quando Mike Maignan avrebbe invitato i compagni a non andare sotto il settore occupato dagli ultras. I tifosi chiedono ai giocatori maggiore responsabilità e personalità, soprattutto nei momenti difficili. La contestazione nasce dalla percezione di una squadra fragile mentalmente, incapace di reagire alle difficoltà e troppo distante dallo spirito combattivo richiesto da una piazza come Milano. Il clima, ora, è pesantissimo. E la sensazione è che la stagione del Milan sia ormai entrata in una spirale pericolosa, dove risultati negativi, sfiducia ambientale e tensioni societarie si alimentano a vicenda.
