Como, dalla D al sogno Champions, ma non è una favola

Como qualificato in Europa

Il Como applaude i suoi tifosi al termine del match. - @ANSA

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 12, 2026

C’erano una volta i campi della Serie D, le trasferte di provincia e un club che cercava soltanto di ritrovare stabilità. Oggi il Como guarda l’Europa e sogna addirittura la Champions League. Una trasformazione impressionante, costruita in meno di un decennio e diventata ormai uno dei progetti più sorprendenti del calcio italiano moderno.

Dalla Serie D alla Serie A: la scalata del Como

Per comprendere la portata dell’impresa bisogna tornare al 2019. In quell’anno il Como militava ancora in Serie D, lontano dai riflettori del grande calcio. Da quel momento, però, il club ha iniziato una rincorsa straordinaria. La promozione immediata tra i professionisti ha rappresentato il primo passo di una programmazione precisa. Dopo due stagioni  in Serie C, i lariani hanno conquistato la Serie B, e dopo tre anni il ritorno in serie A. Determinante è stato l’arrivo in panchina di Cesc Fàbregas, figura capace di trasmettere mentalità internazionale, qualità tattica e una nuova identità alla squadra. Sotto la guida dello spagnolo, il Como ha accelerato ulteriormente il proprio percorso, passando da neopromossa ambiziosa a squadra stabilmente competitiva. Il primo campionato nella massima categoria si è chiuso con un ottimo decimo posto, risultato che aveva già mostrato le enormi potenzialità del progetto. Ma è in questa stagione che il club ha definitivamente cambiato dimensione.

Europa conquistata, ma il Como sogna anche la Champions

A due giornate dalla fine del campionato, il Como ha già scritto la pagina più importante della propria storia recente: la qualificazione matematica alle coppe europee. Europa League o Champions League, il verdetto definitivo deve ancora arrivare, ma il dato storico resta immutato. Per una realtà di provincia, il traguardo assume contorni ancora più straordinari. Negli ultimi decenni poche squadre non metropolitane erano riuscite a spingersi così in alto nel panorama italiano. L’ultimo exploit paragonabile resta quello del Vicenza, semifinalista della storica Coppa delle Coppe del 1998. Il Como, però, vuole continuare a stupire. La possibilità di accedere addirittura alla Champions League resta aperta: serviranno due vittorie contro Parma e Cremonese, unite a un passo falso di Juventus, Milan e Roma garantirebbero l’Europa che conta.

Il progetto Hartono e la visione di Fabregas

Dietro l’ascesa del Como non ci sono soltanto risultati sportivi, ma una strategia. L’acquisizione del club da parte della famiglia Hartono ha cambiato completamente il destino della società. Gli imprenditori indonesiani hanno investito circa 400 milioni di euro, costruendo un modello sostenibile ma ambizioso. Infrastrutture, organizzazione e qualità tecnica sono cresciute parallelamente, trasformando il Como in una delle realtà emergenti più solide del calcio europeo. Anche dopo la storica qualificazione continentale, Cesc Fàbregas ha immediatamente alzato l’asticella lasciando intendere come il prossimo mercato estivo sarà fondamentale per consolidare la squadra. La favola, dunque, non sembra destinata a fermarsi. In appena sette anni il Como è passato dai dilettanti al palcoscenico europeo. Un’ascesa verticale che oggi rende il club lariano uno dei simboli più affascinanti del calcio italiano contemporaneo.

 

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