Il 2019 aveva lanciato il messaggio che Dani Olmo non fosse semplicemente un talento spagnolo andato all’estero, ma che avesse le qualità per poter fare la differenza anche a livelli importanti. E così, dopo una fase a gironi di Champions League che ha confermato quanto visto all’ultimo Europeo Under 21, il 2020 si presta a dargli la chance di dimostrare di poter fare la differenza nel calcio che conta.

L’exploit dello scorso anno è stato esponenziale e il trasferimento al Lipsia, con cui esordirà in questo fine settimana nel complicato scontro diretto con il Borussia Mönchengladbach, rappresenta la nuova grande sfida di Dani Olmo, che adesso mette nel mirino l’Europa. Europa rappresentata in primo luogo dalla Champions, prima persa con la Dinamo Zagabria e poi ritrovata con il cambio di maglia a gennaio, ma anche da Euro 2020, torneo per cui spera di trovare un pass grazie alle sue prestazioni in Bundesliga.

Si pensava che il fantasista classe 1998 dovesse diventare il leader del nuovo ciclo dell’Under 21 della Spagna, dato che per età rientra giusto nei limiti di questo biennio, e invece in tempo rapido è arrivato già alla nazionale maggiore. Vero, a chiamare Olmo è stato Moreno e non l’attuale Ct Luis Enrique, ma il fatto di essere entrato nel giro dimostra che ci sono chance concrete di partire per il torneo che per la Spagna si giocherà nella prima fase a Bilbao.

Uno step emblema della sua crescita, del passaggio da promessa a talento consacrato. La Dinamo Zagabria e l’Under 21 cominciano ad andare strette a un ragazzo che ha colpi da trequartista puro e anche un feeling particolare con la zona gol, che sia per segnare o far segnare. E il contesto sembra favorirlo nettamente: il Lipsia è un territorio di sviluppo ideale per i giovani, soprattutto da quando Nagelsmann ne ha preso la guida tecnica. Avrà l’occasione di sfruttare la sua duttilità per svariare su tutta la trequarti: dalla linea laterale, preferibilmente la destra, a una posizione più centrale, per aggiungere la sua importantissima qualità a quella già presente in squadra nei piedi di Sabitzer e Forsberg, i principali assistenti di chi si alterna tra Werner, Poulsen e Schick.

(Photo by Dan Mullan/Getty Images)

E oltre a una rosa costruita per valorizzare talenti come lui, a dare fascino a questa sua nuova avventura sono soprattutto le carte che si gioca il Lipsia in questa stagione: il primo posto in campionato, difeso finora nonostante la sconfitta nell’ultimo turno, più la possibilità di scrivere la storia in Champions League, dove il turno con il Tottenham non sembra poi essere così proibitivo. Insomma, un testa a testa con il Bayern e i due Borussia più la sfida a Mourinho in Champions, subito una serie di sfide in grado di testare il suo salto di qualità dal campionato croato a quello tedesco, un ottimo banco di prova per chi l’Europa se la vuole conquistare per non lasciarla più.