Premier League, la partita da non perdere: Everton-Liverpool

Un derby ad alta tensione; Everton e Liverpool si affrontano, al rientro dalla pausa per le nazionali, in un match che può già dire tanto sul futuro delle due squadre. I ragazzi di Ancelotti, dopo uno straordinario avvio di Premier League con quattro vittorie consecutive e dodici goal realizzati, affrontano la sfida più importante per capire se possono essere una pretendente al titolo. Discorso leggermente diverso per i Reds che devono, obbligatoriamente, riscattare il pesante sette a due subito dall’Aston Villa nell’ultimo turno. Klopp inoltre ha bisogno dei tre punti per non perdere di vista il primo posto. Everton, prova

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Liga, la partita da non perdere: Granada-Siviglia

L’antipasto del prossimo turno di Liga è già uno dei piatti forti del programma: dopo la pausa il campionato spagnolo tornerà subito con un appuntamento di spicco, all’ora di pranzo, il derby andaluso tra Granada e Siviglia. Due delle squadre internazionali di questo Paese, impegnate una in Europa League e l’altra in Champions. Certo, il debutto nelle coppe della prossima settimana probabilmente farà distrarre entrambe le squadre, stuzzicate per ovvi motivi dalla prima internazionale della fase a gironi: il Granada per la prima volta nella sua storia si presenterà a una fase finale di un torneo, peraltro con debutto d’élite

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Bundesliga, la partita da non perdere: Augsburg-Lipsia

Terminata la pausa per le nazionali, i club entrano nel vivo di una stagione lunga e ricca di impegni. In Bundesliga è tempo di big match tra l’Augsburg ed il Lipsia, due delle tre squadre momentaneamente in testa alla classifica. I ragazzi di Herrlich, grazie ad un mercato interessante, hanno iniziato nel migliore dei modi: cinque goal fatti, uno solo subito e la voglia di continuare a sorprendere. I Roten, invece, vogliono dimostrare di poter essere una delle pretendenti per la vittoria del Meisterschale. Augsburg, test importante Lipsia, Leverkusen, Mainz ed Hertha: quattro partite, prima della prossima pausa, per capire

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L’anno dell’esplosione di Moisés Caicedo

L’Ecuador è un Paese che in ambito calcistico è abilissimo a sfruttare le occasioni: quasi mai viene considerato e spesso riesce anche a ottenere piazzamenti di prestigio che ribaltano i pronostici. Solo che con Moisés Caicedo questa operazione di sfuggire al grande pubblico viene più complicata, perché la sua crescita nel corso degli ultimi due anni è stata impressionante, al punto da farlo diventare uno dei centrocampisti più monitorati del continente. Se poi a una situazione di grande interesse si aggiunge anche un gol pesantissimo contro l’Uruguay che lo fa diventare il primo giocatore nato nel nuovo millennio ad aver

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Cyprien, il nuovo cervello del Parma

Non è facile dare un voto al mercato del Parma. L’arrivo della nuova proprietà ha portato il DS Carli a prendere il posto di Faggiano, approdato al Genoa, e Fabio Liverani a rilevare la panchina rimasta vacante per l’addio di D’Aversa. Grandi cambiamenti e nuovi investimenti. Lo scetticismo attorno ai nomi pescati dalla dirigenza ducale dal mercato ha una base di razionalità: pochi sono nomi noti ai più e tanti sono i giovani di belle speranze che vanno a completare la rosa gialloblù. Un mezzo sorriso scaturisce dalle permanenze di Kucka, Kurtic, Gervinho (per ora) e del duo Cornelius/Inglese con

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Matheus Fernandes, il brasiliano sconosciuto del Barça

Una decina di giorni fa il Barcellona ha reso ufficiali i numeri di maglia per la stagione 2020/21. La rosa, composta da ventiquattro elementi, da Ter Stegen a Junior Firpo, è stata ampiamente rinnovata e il monte ingaggi alleggerito, sostituendo i campioni del passato con alcune giovani promesse. Prima di incontrare l’anomalia nei dorsales blaugrana, l’occhio si ferma inevitabilmente sul numero quattro, sul sei, sull’otto e sul nove, domandandosi come possa essere avvenuto il passaggio da calciatori come Rakitic, Xavi, Iniesta e Suarez ad Araujo, Aleña, Pjanic e Braithwaite. Poi, con inevitabile perplessità ci si chiede: ma chi è il

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“Vincere o fare risultato, questo è il dilemma”: Arsenal-City, due filosofie a confronto

Da Wenger a Guardiola, passando per il figliol prodigo Arteta: due modi di pensare e di giocare a calcio modificati negli anni, ma mai così simili. Filosofia: l’insieme dei principi, delle idee e delle convinzioni sui quali una persona o un gruppo di persone fondano la propria concezione della vita. O del football. La definizione, dizionario alla mano, è chiara e semplice: il modo di pensare e di interpretare qualsiasi situazione rientra in tale concetto. È il caso specifico di Arsenal e Manchester City, due squadre che negli ultimi anni hanno segnato la storia del calcio inglese. Due città differenti, due

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La crescita dell’Italia passa dai momenti di sofferenza

Non è stata la migliore Italia del ciclo Mancini, ma forse questo pareggio è uno dei momenti più importanti di tutto il nuovo corso. Si è andati incontro a una delle partite più complicate degli ultimi due anni, contro una nazionale forte che si è saputa mutare una volta imparata la lezione dell’andata. L’Olanda di Bergamo è stata totalmente differente rispetto a quella vista ad Amsterdam, cambiata nel sistema di gioco e in alcuni uomini, decisamente più pronta per mettere in difficoltà il gioco degli Azzurri. E infatti il pareggio ottenuto in questa prima di ritorno di Nations League è

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I cinque più inattesi flop di giocatori dall’Olanda in Serie A

L’Italia ha chiuso l’andata del girone di Nations League al primo posto e decisiva è stato il successo sull’Olanda ad Amsterdam. Ora a Bergamo bisognerà fare altrettanto per avvicinarsi sempre di più alle final four e potendo così disputarle in casa. Gli Oranje sono una nazionale di grande tradizione e sono tanti i suoi giocatori passati in Serie A, ma non per tutti è andata bene. Ecco dunque a voi i cinque più inattesi flop olandesi in Serie A. DENNIS BERGKAMP Uno dei talenti più puri e cristallini della storia del calcio olandese, ma che per motivi ignoti non riuscì

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Preso anche Ronaldo, solo Pelé è rimasto davanti a Neymar

Perù-Brasile ormai è una partita di altissimo livello e ogni appuntamento si concede il lusso di confermarlo: anche nella notte la gara è stata clamorosa, terminata sul punteggio di 4-2 per la Seleção, che sembra soffrire i peruviani più di qualsiasi altra nazionale sudamericana. Per vincerla una partita del genere è servito ancora una volta il miglior Neymar, quello decisivo nei momenti decisivi, capace di entrare nella storia del Brasile una volta in più. Le statistiche contano quello che contano, offrono una visione della realtà ma non per forza fedele. E un giocatore come Neymar non ha bisogno di alcun

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