Il più grande debutto di sempre! L’ultima grande Unione Sovietica

Dopo i trionfi degli anni ’60 l’Unione Sovietica si era persa negli anni ’70 e dopo la finale dell’Europeo del 1972 c’era stato un decennio di nulla assoluto. In Spagna dopo dieci anni una nuova generazione era alle porte e nell’ultimo periodo della storia URSS ci furono alcuni colpi di coda finali che diedero speranze al popolo sovietico. La spedizione messicana del 1986 partì con molte attese e la squadra guidata dal “sergente” Lobanovksij era piena di talento. Oleg Blochin era a fine carriera, ma ancora un punto fermo della Dinamo Kiev e della nazionale e pallone d’oro del 1975.

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Alex Ferguson a Messico 1986

Forse non tutti sanno che Alex Ferguson, prima di diventare una leggenda del Manchester United e di essere nominato Sir dalla Regina Elisabetta II, guidò la Scozia ai Mondiali del 1986 in Messico. Nel 1985 Ferguson prese una decisione sicuramente non facile quando, mosso dalla responsabilità e dal coraggio, decise di raccogliere l’eredità di Jock Stein, il manager scozzese probabilmente più amato di sempre venuto tragicamente a mancare. Una storia da romanzo quella di Stein. Durante sentitissima sfida contro il Galles, mentre stava portando la squadra al suo secondo Mondiale consecutivo, al goal del pareggio nel derby britannico il suo

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Paul Breitner, colui che non si sentiva tedesco ma rese grande la Germania

Segnare nella finale di un Mondiale è un privilegio concesso a pochi, ma farlo in due è merce raririssima. Ci sono riusciti solo Pelé, a segno nel 1958 e nel 1970, Vavà, nel 1958 e nel 1962, Zidane, nel 1998 e nel 2006 e un tedesco che giocava in mediana o come terzino, ma in grado di spingere e attaccare come pochi. Il suo nome è Paul Breitner, un autentico ribelle e leggenda della Germania Ovest. In un’epoca in cui si andava verso il cambiamento Breitner fu uno dei massimi esponenti e una figura importante non solo in campo. Venne

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La caparbietà di Igor Silva

Gestire le sliding doors di una carriera problematica è da sempre uno dei maggiori ostacoli al definitivo salto di qualità. Rischia tuttavia di inibire o quantomeno rallentare la crescita di un talento, come quello di Igor Silva, che direttamente dalle favelas più povere di Rio nutriva in testa una malsana idea: lasciare il calcio. Fermarsi, lasciarsi travolgere dall’onda dell’ignominia dandola vinta al caso, agli eventi, alla coercizione di una vita che probabilmente rappresenta il raziocinio più malsano cui cedere. Ed è in questi periodi che serve più di ogni altra volta tirar fuori la propria volontà. Igor Silva ce l’ha

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De Ligt è pronto per lasciare l’Eredivisie?

Matthijs de Ligt, nelle ultime ore di mercato, è stato accostato alla Juventus. I Bianconeri hanno intenzione di ringiovanire la propria difesa con il talento olandese classe 1999 di scuola Ajax, ma le pretese economiche dei Lancieri sono importanti, poiché la società di Amsterdam richiede una cifra intorno ai 50 milioni di € per il cartellino del proprio centrale difensivo. Accantonato ogni discorso di tipo economico, Matthijs de Ligt è pronto per approdare in Serie A alla Juventus a soli diciannove anni? La risposta tenderebbe ad essere affermativa: de Ligt ha trovato continuità questa stagione con la maglia dell’Ajax e si è dimostrato un

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Il ritorno di Santi Cazorla

Uscire dal calvario! È stato questo l’obiettivo di Santi Cazorla negli ultimi anni. Un calvario che lo ha tenuto lontano dal campo di calcio per troppo tempo, che lo ha costretto a trascorrere mesi lunghissimi tra ospedale e fisioterapia. A questo link trovate la storia del gravissimo infortunio subito dal centrocampista asturiano: Uscire dal calvario: la forza di Santi Cazorla Santi Cazorla non ha mai smesso di sorridere nonostante l’entità di un infortunio che aveva messo in discussione anche il “poter camminare e giocare in giardino con il propri figlio”.  Ora che la luce in fondo al tunnel sembra più vicina,

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Dino Zoff e i tiri da fuori area fatali, quando l’Olanda tolse la finale all’Italia

Italia e Olanda si sono affrontate poche volte in partite ufficiali, ma quando l’hanno fatto spesso era per contendersi l’ingresso in finale. Come nel 1978 in Argentina quando arrivarono alla fine del secondo girone in vetta alla classifica con tre punti dovuti a un pareggio e una vittoria. Gli Azzurri erano stati fino ad allora l’autentica rivelazione del torneo e con un inaspettato gioco rapido e di prima riuscirono anche a far divertire. Tre vittorie nel primo turno contro Francia, Ungheria e soprattutto Argentina permisero agli italiani di restare a Buenos Aires nel girone con Austria, Germania Ovest e Olanda.

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Odriozola, altro che scelta azzardata!

Al momento dell’ufficializzazione dei 23 convocati di Lopetegui, la scelta di Álvaro Odriozola sembrava una delle più azzardate. Anche perché a casa sono rimasti terzini di lusso come Sergi Roberto e Héctor Bellerín, oltre al promettentissimo Gayá che dalla sua però non aveva ancora neanche una presenza con la maglia della nazionale. Quella di Odriozola è stata una scelta coraggiosa da parte dell’ex allenatore dell’Under 21 e del Porto ma che nella prima amichevole di quesot mese di giugno sembra già esser stata legittimata sul campo. Un gol e che gol, ma non c’è solo questo. La prestazione globalmente è

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Hartberg sei tra i grandi! Dopo il secondo posto arriva la licenza per la Bundesliga

Ben settandue anni ci sono voluti, ma alla fine il piccolo Hartberg ce l’ha fatta. Il paesino di poco più di seimila abitanti nel nord della Stiria al confine con la Burgenland ha dovuto aspettare oltre la fine del campionato per festeggiare la meritatissima promozione. In Austria l’ottenimento della licenza per poter disputare i due campionati maggiori si è fatto sempre più difficile e i soli settecento posti a sedere sui 4.500 dell’Hartberg Stadion non hanno aiutato la società biancoblu. In un primo momento la licenza era dunque stata negata e fino all’ultimo momento sembrava certa l’estromissione degli stiriani dalla

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Brasile, la vittoria porta il nome di Neymar

Dopo 98 giorni Neymar torna in campo: sono passati all’incirca tre mesi dal brutto infortunio alla caviglia subito in campionato contro il Marsiglia, stop che avrebbe potuto compromettere anche il Mondiale del brasiliano fermato proprio sul più bello nella sua prima fenomenale stagione in Francia. Tutto però si è risolto senza ulteriori danni, permettendo a Neymar di riabbracciare il suo Brasile nel momento più atteso, quello della spedizione in Russia che comincerà tra poche settimane. E la notizia più bella arriva proprio contro l’amichevole pre-Mondiale contro la Croazia: tenuto in panchina in via precauzionale per tutto il primo tempo, al

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