Janez “Jani” Pate, ex allenatore dell’Olimpija Ljubjana, disse questo di Oblak: “In quel periodo, Robert Volk era un portiere ma allenava anche i più giovani. C’erano Jan Oblak e Damir Botonjič: Damir aveva da poco perso il fratello, Nedžad, pure lui portiere, scomparso nel febbraio 2005 a causa di un infarto dopo una sessione d’allenamento. Damir però voleva tornare a giocare. Insomma, Volk era ancora il titolare della squadra, eppure – nonostante volesse ancora giocare – non poté fare a meno di fare un passo indietro. “Questo ragazzo è migliore di me” disse parlando di Oblak, che allora aveva soli 16 anni. Eravamo tutti sbalorditi. Il padre di Oblak non poteva credere che avevamo fatto allenare il piccolo Jan con la prima squadra. Eppure Volk ci aveva visto giusto”.

Non potrebbe esserci aneddoto migliore per raccontare Jan Oblak, assoluto protagonista nella serata di Anfield. Il Liverpool campione d’Europa è stato eliminato dall’Atletico Madrid al termine di un match dominato dai Reds ma in cui i ragazzi di Simeone sono stati più concreti sotto porta; l’estremo difensore è il motivo principale per cui i Colchoneros sono riusciti a realizzare tre goal mentre il Liverpool solo due. Se Adrian ha sbagliato tutto, Oblak ha mostrato di essere il portiere più forte al mondo. Si, perché all’interno di una stagione complicata tra mercato e infortuni l’Atletico è ai quarti di Champions e pienamente in corsa per il quarto posto. Il merito è del numero uno sloveno, anche se sulla maglia ha il tredici.

Oblak e il record eguagliato ad Anfield

Maggio 2016 contro il Bayern Monaco in Champions League, ottobre 2017 contro il Celta Vigo in Liga e ieri sera ad Anfield. Tre match in cui Oblak ha stabilito il record di parate decisive, ben nove. Centoventi minuti per dimostrare, di fronte ai campioni d’Europa, di essere il miglior portiere del mondo. Trovare un difetto all’estremo difensore sloveno è veramente complicato: bravo tra i pali, nelle uscite alte, basse e con i piedi. Simeone, nel post partita, lo ha ringraziato in questo modo: “Come il Barcellona ha Messi, noi abbiamo Oblak”. Impossibile dargli torto, specie dopo quanto visto nel tempio di Anfield.