Un punto nelle ultime cinque partite, la sconfitta nel derby con l’Union e una classifica a dir poco complicata. L’Hertha Berlino, quartultimo in classifica a soli undici punti, esonera Covic a pochi giorni dalla sfida contro il Borussia Dortmund. Decisione inevitabile visto l’andamento di una squadra costruita per obiettivi diversi dalla lotta salvezza. Il due a due dell’Allianz Arena all’esordio in Bundesliga aveva illuso tutti. E ora? L’Hertha riparte da Klinsmann nel tentativo di dare una svolta alla stagione. Scelta sicuramente affascinante ma che lascia perplessi. Il tecnico, infatti, non allena dal 2016 quando finiva la sua avventura sulla panchina degli Stati Uniti. Proviamo ad analizzare pro e contro del ritorno di Klinsmann in Bundesliga.

Klinsmann, perché sì

L’Hertha ha bisogno di una scossa dopo le quattro sconfitte consecutive che hanno fatto precipitare la classifica di Darida e compagni. Per cambiare le cose è stato scelto Klinsmann; la voglia dell’allenatore potrebbe essere il click decisivo per far uscire la squadra da una situazione non consona al valore della rosa. A livello tattico il modulo scelto dovrebbe essere il 4-2-3-1 con Duda trequartista e il ritorno di Kalou dal primo minuto; il numero nove sarà uno tra Selke e Ibisevic. Voglia di riscatto e nuova linfa a una squadra obbligata a raggiungere la salvezza: ecco perché Klinsmann può essere la scelta giusta.

Klinsmann, perché no

Era il 27 aprile 2009 quando Klinsmann fu esonerato dal Bayern Monaco per divergenze con il club. A dieci anni di distanza il tecnico torna in Bundesliga e lo fa con tutta la voglia di dimostrare le proprie qualità. Come allenatore ha avuto una carriera di alti e bassi: il Mondiale del 2006, alla guida della Germania, rovinato dalla sconfitta in semifinale con l’Italia, l’esperienza con gli USA dove ha conquistato la Gold Cup del 2013 e un onesto ottavo di finale ai Mondiali 2014; l’avventura con gli Stati Uniti, però, si è conclusa con le sconfitte contro Messico e Costa Rica nel percorso di qualificazione a Russia 2018. I cinque anni con la nazionale a stelle e strisce più i tre di inattività rendono difficilmente comprensibile la scelta dell’Hertha Berlino; un tecnico fermo da così tanto tempo non sembra essere il modo migliore per evitare la retrocessione.