La leggerezza dei suoi vent’anni che si sposa alla dedizione del più severo veterano. In poche parole, il ritratto di Trent Alexander-Arnold, il baby talento di questo Liverpool: il terzino cresciuto nelle giovanili dei Reds e lanciato nel grande calcio da Klopp nella passata stagione è finalmente tornato a essere parte fondamentale delle vittorie della sua squadra proprio nel momento più delicato, quello dello sprint finale.

Non una sbavatura nella partita di Premier League contro il Watford, avversario di certo non temibile ma che avrebbe potuto piegare un Liverpool fragile, destabilizzato dopo il pareggio contro il Manchester United. E invece ancora una volta Alexander-Arnold è riuscito a trasformarsi nel vero punto di forza per i suoi compagni, servendo tre assist vincenti durante il corso della partita.

Il dato già di per sé potrebbe essere una grande notizia, dato che sottolinea ancora una volta il talento di un giocane dal potenziale inimmaginabile. Ma, come se non bastasse, ieri sera il terzino è entrato addirittura nella storia del calcio inglese. Già, perché con i suoi 20 anni e 143 giorni, Alexander Arnold è diventato il più giovane giocatore della Premier League a servire tre assist in una sola partita. Un vero e proprio prodigio che a questo punto della stagione rappresenta un asso nella manica: in pochissimo tempo il giovane è riuscito a maturare la giusta consapevolezza per passare da piccolo gioiello a meccanismo fondamentale di una squadra che quando è in forma lascia agli avversari soltanto le briciole.

E pensare che, nonostante le tante assenze a causa di un infortunio al piede che lo ha tormentato per qualche settimana, Alexander-Arnold è riuscito a lasciare indelebilmente il segno su questo campionato con 6 assist portati a casa, un risultato non indifferente per un giocatore della sua età alle prese con le prime esperienze tra i grandi. Sì, le caratteristiche per poter diventare uno dei migliori al mondo nel suo ruolo ci sono davvero tutte, ma nonostante ciò lui resta con i piedi per terra, rivelandosi ai tifosi in tutta la sua disarmante semplicità: “Vivo con i miei, mi piace passare l’aspirapolvere. Certo non è il massimo, ma è sempre meglio che lavare i piatti”. E chissà se dopo aver infranto questo record la signora Alexander-Arnold non sollevi suo figlio dalle faccende domestiche almeno per un po’.