Una serata da dimenticare per il Bayern, un turno da lasciarsi alle spalle per tutto il calcio tedesco: Borussia Dortmund, Schalke e appunto bavaresi fuori dagli ottavi di Champions League. Per la prima volta dopo tredici anni la Germania non sarà rappresentata nei quarti di finale della maggiore competizione europea per club; un fallimento che testimonia come il calcio tedesco abbia bisogno di un restyling (il primo importante segnale lo si era avuto durante i Mondiali). A poche ore dal successo del Liverpool all’Allianz Arena cerchiamo di capire i motivi che hanno portato all’uscita di BVB, Knappen e Bayern.

Bayern Monaco, un percorso a cui serve tempo

Per il Bayern Monaco non è ancora tempo di tornare sul tetto d’Europa; sono passati sei anni da quando i bavaresi si imposero due a uno sul Borussia Dortmund. Da allora il club non è più tornato in finale e non potrà farlo neanche in questa stagione; la sconfitta con il Liverpool dimostra come il progetto di Kovač abbia bisogno di tempo. Un Bayern con i giovani al centro della nuova filosofia: Sule, Gnabry, ComanGoretzka e lo stesso Sanches  diventeranno il fulcro di una squadra che, per crescere, deve obbligatoriamente passare da serate come quella contro il Liverpool.

Borussia Dortmund, troppa pressione

Il doppio confronto con il Tottenham è arrivato nel momento più importante della stagione; un periodo in cui le Wespen avrebbero dovuto far vedere la loro crescita e invece sono venuti fuori tutti i limiti di un squadra non abituata a dover competere su due fronti. Il BVB, avendo la possibilità di tornare a vincere il Meisterschale, ha lasciato andare una competizione dove sarebbe potuta arrivare almeno ai quarti. Contro gli Spurs si è vista una squadra a cui manca ancora qualcosa per fare il salto di qualità a livello europeo: e non deve essere per forza alzare la Champions ma almeno giocarsi un doppio confronto al meglio delle possibilità.

Schalke, un pesce fuor d’acqua

Arriviamo allo Schalke a cui è toccata la sorte peggiore; i Knappen, dopo una gara di andata giocata con orgoglio e carattere, sono stati travolti dalla valanga City. Un sette a zero pesante da digerire ma che rende evidente la differenza tra i ragazzi di Tedesco e quelli di Guardiola. Tra le tre, lo Schalke è quella con meno colpe visto l’avversario incontrato ma questo non giustifica una sconfitta con uno scarto così ampio.

Borussia Dortmund, Schalke e Bayern Monaco: i tedeschi, dopo tredici anni, falliscono l’acceso ai quarti di Champions. L’imperativo è ripartire per costruire un movimento che possa tornare a dire la sua anche in Europa.