Dal sogno europeo al rischio retrocessione, la peggior caduta che un tifoso possa immaginare: ne sa qualcosa il Celta Vigo, il cui destino in Liga è seriamente in discussione.

Saldamente nel massimo campionato da 7 stagioni, la squadra dell’imprenditore spagnolo Carlos Mouriño è tornata nella massima serie nel 2012 con grandi progetti, conditi da un pubblico speranzoso. Nell’anno del ritorno, una salvezza complicata, che ha dato però il via a tre stagioni in crescendo per i celestes: , e posto, con l’apice raggiunto con la qualificazione alla semifinale di Europa League del 2017. Ai tifosi del Celta sarà sicuramente tornato alla memoria il periodo d’oro della società di Vigo, col quinquennio a cavallo tra la fine degli anni ’90 ed i primi del duemila: Coppa UEFA, seguita dalla Champions League. Cavalcate memorabili, ricordi indelebili, che con sé portano tuttavia il rapido declino seguente dell’EuroCelta, culminato con la retrocessione.

Una ricorrenza, quella che affligge la squadra di Fran Escribá, a cui è toccato ereditare la pesante panchina che fu di Luis Enrique prima e Berizzo poi, dopo il disastro della gestione Cardoso di quest’anno. Una crisi dettata anche, e soprattutto, dalla rovinosa sessione di mercato estiva: una squadra smantellata e pressoché rifondata, che ha perso i suoi uomini cardine senza riuscire a trovare nei sostituti lo stesso carisma e, perché no, la stessa validità tecnica. Il peso maggiore in termini di colpevolezza ricade certamente su una progettazione non idilliaca: la panchina affidata ad Antonio Mohamed nel maggio 2018 è saltata dopo un inizio da incubo, con sole 3 vittorie nelle prime 13 giornate, e la scelta del sopracitato Cardoso non è parsa essere la miglior soluzione, viste le altrettante vittorie in 14 gare.

Un calendario ostico, quello che attende il Celta per completare una deludente stagione: l’obiettivo è, chiaramente, quello di riconfermarsi in Liga. Dallo scorso febbraio i celestes hanno perso il loro calciatore più rappresentativo, come se il fato volesse aggravare la situazione già delicata in quel di Vigo: Iago Aspas ha subito una ricaduta su quel polpaccio che lo tormenta da fine 2018, e, come lui, i sostenitori di Balaídos sperano di rivederlo al più presto prendere per mano i suoi compagni e guidarli verso un positivo finale di stagione. Le restanti gare offrono ad ogni modo la possibilità di riscatto ai ragazzi di Fran Escribá, con diversi scontri diretti valevoli per la corsa alla salvezza: al rientro dalla sosta per le nazionali, a Vigo approderà il Villarreal, altra squadra invischiata nella lotta, per dare vita ad un match che certamente potrà dire molto riguardo la permanenza delle due in Primera. Una partita in cui al Celta non è consentito sbagliare: il trend negativo dopo la sorprendente vittoria sul Siviglia per 1-0 (1P, 5S) deve necessariamente essere invertito, ed incominciare il rush finale con una vittoria aiuterebbe certamente ad affrontare le battaglia seguenti contro Atlético e Barça con un piglio diverso. La terzultima posizione non aiuta, ma la distanza dalle concorrenti non è certo proibitiva.

Al Celta il compito di sovvertire un destino già visto, combattere l’incubo materializzatosi a Vigo ed evitare la caduta dei celesti.