Al Mondiale di Francia 1998 la Croazia ci era arrivata come la novità che sperava di fare strada, fino ad arrivare a un passo dalla coppa. Eliminata in semifinale dalla Francia, da una doppietta di Lilian Thuram, eroe a sorpresa nell’edizione della Copa de la vida. L’inno di Ricky Martin dominava il Mondiale quasi quanto Davor Šuker e compagni. Un paese intero sognava l’impresa, lo sgarbo ai padroni di casa.

Vent’anni dopo la storia sembra ripetersi. Con dei tabù sfatati. Non quello della semifinale, che la Croazia dovrà giocarsi con l’Inghilterra, ma quello dei padroni di casa da battere. Era successo nel 1998, ma anche nel 2014, quando il Brasile aveva eliminato Modric e compagni nella fase a gironi. Con la Russia la storia rischiava di essere la stessa: il gol di Mario Fernandes nel supplementare, che era valso il 2-2, sembrava far girare tutto in favore della squadra di Cherchesov. Ma dal dischetto ha vinto il sangue freddo croato.

Di nuovo di rigore, come negli ottavi di finale contro la Danimarca, di nuovo con Rakitic ultimo della serie con il pallone decisivo da mettere in porta. Anche questa volta il centrocampista del Barcellona è stato glaciale, ha portato a termine una missione che i suoi compagni avevano tenuto in piedi per 120 minuti. Compreso Danijel Subašic, che forse quei supplementari nemmeno doveva giocarli dopo l’infortunio alla coscia al 90′. Così come Mario Mandzukic, sulle gambe, esausto e di fatto fermo durante tutto il secondo tempo supplementare.

La Croazia non ha mollato, ha continuato a testa alta a inseguire il proprio sogno, in mezzo a troppe difficoltà fisiche che sembravano pregiudicare tutto. I fantasmi dei rigori erano già stati scacciati nel turno precedente e non si sono ripresentati, nemmeno di fronte a Luka Modric, fortunato nella propria battuta dagli undici metri dopo 120 minuti di corsa, da stantuffo inesauribile, senza mai perdere la lucidità. All’inseguimento di un sogno.

Quel Mondiale del 1998 è diventato iconico per la Croazia, fino a quando si è ritrovata questa squadra, secondo alcuni addirittura più completa di quella che arrivò in semifinale in Francia. Dalic l’ha portata a pareggiare l’obiettivo, ora deve compiere l’ultimo passo: superarlo. Come ha fatto con tutte le difficoltà che gli si sono presentate contro la Russia. E, allo stesso modo, prendersi una prima, storica coppa del mondo.