Laurent Depoitre è un attaccante di origine belga che ha segnato 81 goal in poco meno di 300 partite. Se ci fermassimo ai numeri, il suo nome dovrebbe esser stato accostato in passato a squadre di livello medio del calcio europeo. Invece Depoitre ha conosciuto il grande calcio tardi, guardandolo di sfuggita da un finestrino di Oporto. Il granitico attaccante del Gent, classe 88, arriva adesso alla sua terza stagione in maglia bleu, dopo il ritorno a costo zero dall’avventura mediocre in Inghilterra all’Huddersfield.

Una storia di calcio amatoriale contraddistingue questo centravanti di peso, 192 centimetri per 90 chili. Una storia di perseveranza che lo ha visto saltare in alto, insaccando la palla di testa, ma solo in poche stagioni. Una storia che lo ha visto fuori squadra a 22 anni in una compagine di terza divisione in Belgio. Depoitre non è sicuramente uno dei talenti esplosi in età giovane, fisico imponente ma che con la palla c’entra poco. A 22 anni, quando sbarca all’Aalst, in terza divisione, inizia col piede giusto mettendo a referto una buona annata con 8 gol, per lo più da torre offensiva negli ultimi 30 minuti di gioco. Le caratteristiche di quel calcio tendono a premiare la sua fisicità, ma con il cambio di allenatore in panchina l’anno successivo, Depoitre viene relegato in tribuna.

Tutto ciò spaventa il gigante di Tournai, che ipotizza l’idea di un ritiro anticipato. Depoitre capisce allora di doversi adattare ad un gioco meno posizionale, in grado di poter aiutare i compagni. Finchè questa trasformazione possa avvenire ne passeranno di anni, lasso di tempo in cui la fortuna e la caparbia dell’attuale attaccante del Gent vengono premiati. Dopo una perdita di peso consistente, l’Oostende, club allora della Proximus League (la nostra serie B), si accorge di quanto possa essere utile Depoitre al centro del suo attacco. Una squadra infatti che fece del 433 il suo marchio di fabbrica, modulo che la porterà l’anno successivo alla promozione in Jupiler Pro League. Il trasferimento, come il primo all’Aalst, è a titolo gratuito, una componente che ritroveremo quasi sempre nella carriere di Depoitre.

Il campionato 2012/13, il primo all’Oostende, è una delle migliori a livello numerico per il centravanti: 14 goal in 32 partite, un campionato con 25 vittorie e il titolo a fine anno che riporterà la squadra in prima divisione. Un successo clamoroso che vede il lavoro di uno dei talenti in panchina clamorosamente bruciati dal calcio belga, l’allora 34enne Frédéric Vanderbiest. Il belga, dopo essere riuscito a trasmette un’anima difensiva a Depoitre, lo responsabilizza prima ponendolo come faro del 433, poi dandogli le chiavi dell’attacco con il 4231. Il secondo modulo riportò agli occhi dei talent scout della prima divisione la forza fisica in area di rigore dell’attaccante, che segnò il 90% dei suoi gol negli ultimi 13 metri. Ciò che si aspetta in massima divisione è una costanza di prestazioni che non arriva: Depoitre segna 5 gol in 28 partite, non convincendo i dirigenti dell’Oostende a rinnovare un contratto tra i meno esosi della rosa, un biennale da 75mila euro.

 

Se per l’Oostende, Depoitre era stata una scommessa inizialmente, per il Gent diventa un azzardo agli occhi di tutti gli addetti ai lavori. All’inizio della stagione 2014/2015 accadono due cose che scriveranno la storia sportiva della città di Gand: l’arrivo di mister Hein Vanhaezebrouck e la necessità di una punta centrale di peso come Depoitre. Il primo è in grado di riportare diversi moduli  ed integrarli in un sistema di gioco che prediligeva le fasce e il pressing nella metà campo offensiva, il secondo riesce semplicemente a caricarsi un gruppo di ragazzini sulle spalle. Mister Vanhaezebrouck cuce la squadra sulle spalle del numero 9, viaggiando da un iniziale 3421 ad un elastico 4231 che diventa 4411 in fase difensiva. Il pressing immediato di Depoitre e Pollet sui difensori avversari diventano una caratteristica con cui dover convivere per gli allenatori avversari, che vedono in fase difensiva sfrecciare il giovanissimo nigeriano Simon, smarcato dai passaggi in regia di Sven Kums. Una squadra che non ha nulla in comune con le altre del calcio belga, ma che riesce incredibilmente a realizzare un secondo posto nella stagione regolare, solo dietro al Club Brugge, sorpassando anche i campioni uscenti dell’Anderlecht. Quella stagione si chiuderà con il primo titolo nazionale del Gent nella sua storia ultra centenaria. Depoitre si prende la scena con 16 goal, in una stagione da ricordare.

La successiva sembra essere il remake dell’annata precedente: un inizio folgorante per Depoitre che per la prima volta, sembra ricevere chiamate da grandi squadre del vecchio continente. Sirene da Londra, sponda Tottenham e dal Portogallo portano l’ariete nei nomi che contano nel calcio europeo. Forse qualcosa di troppo, come ha sottolineato lui stesso negli anni successivi. Si trasferisce al Porto, per la prima volta con un cartellino pagato sui 10 milioni, ma è lì che sembra rompersi il giocattolo. In quell’annata non riesce ad entrare minimamente nelle rotazioni di gioco, realizzando una sola rete nelle pochissime presenze ottenute in campionato, solo 7 e nessuna dal primo minuto. Un atteggiamento che irrita Depoitre, con la dirigenza pronta a liberarsi di lui subito dopo una stagione. E’ quello che accade con l’Huddersfield: record di calciatore più pagato con un cartellino costato 8 milioni, e primo anno da titolare fisso in Premier League. Semplicemente non pronto a quel livello di gioco, a quell’apporto tattico che gli chiede la squadra neopromossa. Depoitre risulta essere un peso per la sua squadra, non in grado di assisterlo con la palla alta e lui mai in grado di riproporre quell’intensità difensiva nel pressing. La storia si chiude con 6 gol in 56 presenze, un bottino fallimentare che non può che tendere la mano ad un ritorno in patria. Ad un ritorno dove si era protagonisti legittimi della storia.

Depoitre, anche questa volta, torna a costo zero al Gent, in un’estate che lo aveva visto in trattativa anche con l’Anderlecht e con lo Charleroi. Il gigante torna a casa, e sembra che l’aria di Gand lo stia rimotivando, riportando in essere quegli stimoli persi tra Oporto e il West Yorkshire. Il Gent, attualmente terzo, lo ha rivisto protagonista con 7 gol e 2 assist in 12 partite, tra Europa League e campionato. Un welcome back che la piazza si aspettava, e che il giocatore, ormai maturato dopo la duplice esperienza europea, sta rispettando con un gran sforzo fisico. In panchina, un altro allenatore che ha confermato la sua mentalità offensiva, con un 343 che diventa un 334 in fase di impostazione. Per adesso Depoitre sta anche volando nella classifica di contrasti aerei vinti, un indizio sicuramente del suo ritorno ai grandi livelli di 4 anni fa, quando a fine stagione era lui ad essersi seduto sul trono belga, da campione per la prima volta.