E con oggi tutte le squadre di Coppa d’Asia hanno debuttato nella competizione e si inizia ad avere indicazioni più chiare per il futuro del torneo.
Mancava solo il Giappone tra le grandi favorite ma la sfida col Turkmenistan è stata ben più dura del previsto. Si affrontavano due delle poche squadre con commissari tecnici provenienti dai paesi che allenano e l’agonismo non è mancato. I turkmeni tornavano in Coppa d’Asia dopo l’unica partecipazione del 2004 e hanno messo molta paura ai nipponici. Arslanmyrat Amanov ha portato incredibilmente in vantaggio i suoi con un gran destro da fuori area che ha bucato le mai di un sorpreso Gonda. E gli uomini di Hojageldiyev avrebbero potuto anche raddoppiare nel primo tempo ma questa volta il numero 12 del Sagan Tosu si è fatto trovare pronto. Nell’intervallo Hajime Moriyasu si è fatto sentire e in quindici minuti il Giappone ha ribaltato il risultato. Mattatore della sfida l’attaccante del Werder Brema Yuya Osako che con una doppietta ha rimesso la sfida sui binari della normalità. Grandissimo il tris dei “Samurai Blu” con Ritsu Doan che lascia partire un gran sinistro da appena dentro l’area rendendo impossibile l’intervento a Orazmuhamedow. Partita chiusa? Nemmeno per sogno perché da un lungo rinvio Annadurdyyev si inserisce bene in area e Gonda lo atterra e per l’iraniano Faghani è rigore che Atayew trasforma. Gli ultimi tentativi non servono però a nulla e soffrendo il Giappone porta a casa tre preziosissimi punti, ma il Turkmenistan ne esce molto più forte e convinto nei propri mezzi.


A pari con i giapponesi c’è l’Uzbekistan di Héctor Cúper ma giocando così la squadra non ha futuro. I “Lupi bianchi” erano sulla carta nettamente superiori al piccolo Oman ma la vittoria è arrivata solo nel finale e in maniera totalmente immeritata. Gli uzbeki sono passati in vantaggio nel primo tempo grazie a un calcio piazzato, dopo trenta minuti di sofferenza, e il centrocampista dello Shanghai Odil Akhmetov ha battuto sul suo palo Al Rushaidi con un destro dalla lunga distanza. Il gol avrebbe dovuto sbloccare la manovra degli uomini dell’ “Hombre Vertical“, ma nella ripresa la situazione è precipitata. Il portiere Nesterov ha iniziato ad accusare problemi alla mano, ma nonostante ciò è rimasto in campo fino alla fine, e non ha potuto nulla sul tiro ravvicinato di Muhsen Al Ghassani su bel lancio di Al Busaidi. Quando ormai ci si aspettava il raddoppio della squadra dell’olandese Pim Verbeek ecco che Cúper manda in campo il suo uomo migliore, l’esterno del Rostov Eldor Shomurodov che con una grande azione personale salta Al Braiki e Al Busaidi prima di segnare il 2-1. La difesa uzbeka ha continuato a sbandare fino alla fine e da un innocuo colpo di testa, Mohammed Al Ghassani è stato lanciato in porta e Krimets ha dovuto ricorrere al fallo ricevendo un inevitabile rosso diretto. Il risultato sorride all’Uzbekistan ma nelle prossime partite serviranno prove più convincenti.

A chiudere la giornata ci ha pensato la futura squadra organizzatrice del Mondiale, il Qatar, che ha battuto il Libano con un secondo tempo molto più convincente rispetto al primo. E a dirla tutta era stata la squadra di Miodrag Radulović a trovare il vantaggio dopo un inizio avaro di emozioni. Ali Hamam ha deviato molto bene un calcio d’angolo dalla destra battendo Al Sheeb, ma l’arbitro ha stranamente annullato per una presunta spinta di Michel su Salman. Grandi le proteste libanesi che hanno portato nella ripresa al dominio qatariota e alla splendida punizione dal limite di Bassam Hisham. Il difensore ha calciato molto bene anche se abbastanza centrale e Khalil avrebbe potuto fare di più. Il portiere dell’Al-Ahed non è stato precisissimo nemmeno nell’azione del secondo gol dove ha respinto corto un tiro di Afif e per Almoez Ali è stato un gioco da ragazzi chiudere i conti sul 2-0 finale. Sufficiente la prima uscita per la squadra di Felix Sanchez che aggancia così l’Arabia Saudita.