La Russia sta vivendo un processo di cambiamento dopo che per anni la squadra che arrivò fino alla semifinale di Euro 2008 sembrava avere cucito sulla pelle la maglia della nazionale. Il secondo grande traguardo con i quarti nel Mondiale di casa ha dato ancora di più la gloria eterna a determinati giocatori e tanti hanno deciso o di ritirarsi dal calcio o almeno dalla nazionale. E una nuova generazione è alle porte con vari elementi validi e forse un campioncino: Fëdor Chalov.
Il classe 1998 debuttò giovanissimo, a soli 18 anni, in Prem’er Liga con il Cska Mosca e fin da subito le qualità di questo centravanti erano ben visibili a tutti. Fisico non eccezionale, ma centravanti capace di fare praticamente tutto. Nonostante il suo metro e ottanta è in grado di svettare più in alto di difensori molto più fisicati di lui, ma è palla a terra che diventa quasi immarcabile. La sua rapidità di movimento e il suo muoversi negli spazi stretti hanno fatto sì che riuscisse sempre a mantenere importanti medie realizzative. E con vari spezzoni di gara già il primo anno riuscì a segnare per ben sei volte e la stagione 2017-18 sembrava quella del lancio definitivo. Goncharenko però lo dosò facendolo partire spesso dalla panchina, ma alla fine del campionato fu decisivo per l’approdo della squadra dell’esercito in Champions League. Altri sei gol piazzati nei momenti decisivi della Prem’er e Chalov diventa l’uomo su cui puntare nell’anno zero 2018-19 dove il Cska cambia tantissimo e ringiovanisce la squadra.
E il suo impatto con la nuova stagione è devastante e in sole nove partite riesce già a migliorare il suo record di gol andando sette volte a segno. Un autentico killer dell’area di rigore, capace di raccogliere qualsiasi palla morta e di passare in mezzo a difensori ben più grandi di lui. Centravanti completo e difficile da marcare rende impossibile la vita ai difensori.
In nazionale l’esplosione di Dzyuba del più esperto ne sta limitando le apparizioni, ma anche in Under 21 la storia non cambia. Tanti gol e grande capacità di essere decisivo, anche se il suo gol nella fondamentale gara per i playoff contro l’Austria non è bastato per evitare la sconfitta e l’eliminazione.
Il centravanti è sempre stato il tallone d’Achille della Russia indipendente con l’Ucraina spesso a tirare fuori grandi numeri nove anche ai tempi dell’Unione Sovietica, ma oggi Chalov può cambiare la storia. Se non si dovesse perdere in vizi e tentazioni questo ragazzo ha le carte in regola per diventare uno degli attaccanti principi del prossimo decennio.