Un avversaria israeliana per l’Atalanta: la Dea affronterà l’ Hapoel Haifa in Europa League allo stadio Sammy Ofer, una delle due sedi della nazionale di calcio maschile per le partite ufficiali (l’altra è Gerusalemme). Descritto come “lo stadio più moderno d’Israele”, il Sammy Ofer rappresenta il modello d’avanguardia di tutta la nazione. Non è un caso che una delle tappe del Giro d’Italia di quest’anno abbia avuto come luogo di partenza proprio il Sammy Ofer, con la sua sfavillante copertura color oro che si staglia contro il cielo terso di Haifa.

Non si può dire altrettanto del terreno di gioco, però, che non è in condizioni ottimali per disputare partite di alto livello: la fascia destra si presenta sconnessa e il controllo del pallone non risulta semplice in quella porzione di campo, un aspetto già notato durante la gara precedente contro gli islandesi del FH. Eppure la casa del’Hapoel, oltre che del Maccabi Haifa, è stata inaugurata solo nel 2014. Prima le partite dei rossoneri di Haifa si disputavano al Kiryat Eliezer Stadium, costruito nel 1955. L’impianto è stato finanziato e donato dal sindacato italiano, UIL, come metodo per agevolare il neonato stato di Israele (1948) a incoraggiare il rientro (Aliyah) dei fedeli ebrei sparsi per il mondo in quella terra promessa. Ancora oggi esiste una sezione del sindacato italiano Uil dedicato a Israele.

Il Kiryat Eliezer Stadium era uno stadio all’avanguardia, dato che era il primo impianto sportivo in Israele con i tornelli elettrici con lettura del biglietto. Purtroppo, nel 2015, lo stadio è stato demolito. Ma come può un sindacato essere interessato a una squadra di calcio? La storia inizia nella Pasqua ebraica del 1924, in seno alla Federazione Generale dei Lavoratori di Israele, ovvero l’Histadrut, infatti il nome Hapoel significa lavoratore. Il benessere psicofisico della classe operaia non poteva, però, essere incanalato all’interno delle sezioni sportive della Federazione dei Lavoratori, secondo quindi i padri fondatori che decisero di uscire dall’Histadrut. La prima partita venne giocata nella festa dei lavoratori, il 1 maggio tra il dopolavoro ferroviario e l’Hapoel Haifa, con una netta vittoria da parte di quest’ultimi. La vicinanza alle esigenze della classe lavoratrice e il sostegno dei partiti di centro sinistra in Israele, non deve far immaginare che Hapoel sia il significato di un calcio e di squadra “popolare”, con umili radici, anzi. In Israele, i club con il nome “Hapoel” davanti sono l’espressione del potere e dell’establishment. Gli agganci con il mondo della politica si sono rivelati utili all’Hapoel Haifa nella stagione del 1962/1963, quando sono state sospese le retrocessioni in seguito alla scoperta di azioni di compravendita di partite da parte degli squali di Israele.

Secondo il regolamento dell’epoca, la squadra sarebbe dovuta retrocedere nel categoria inferiore, ma intervenne la Federcalcio israeliana che sospese le retrocessioni al fine di voler chiarire la faccenda, senza prendere nessun provvedimento finale. Un potere, però,a cui ci si è ribellati in maniera plateale nella finale di coppa di Stato nel 1932, sotto il mandato britannico della regione della Palestina. L’Hapoel Haifa si giocava la conquista del suo primo titolo contro la squadra della polizia di Sua Maestà. L’arbitro dell’incontro era un inglese che favorì i suoi connazionali, annullando un gol all’Hapoel e fischiando tutti i falli contro gli israeliani. All’ennesimo errore di giudizio in favore degli inglesi, sul risultato di 1-0 per la Polizia Britannica, ci fu un’invasione di campo.

Nel caos generale alcuni giocatori dell’Hapoel rubarono la coppa, che venne ritrovata solo negli anni 2000. I rossoneri di Haifa vennero squalificati per 5 anni da tutte le competizioni organizzate dalla Federcalcio, a direzione inglese, obbligando l’Hapoel a disputare amichevoli in giro per l’Europa. Come si è qualificata l’Hapoel a questa edizione di Europa League? Nonostante il quarto posto in campionato, ha vinto la Coppa di Stato contro i gialloneri del Beitar Gerusalemme, mettendo in bacheca la quarta coppa di tutta la sua storia. Così come gli uomini di Gasperini hanno disputato solo un turno di Europa League, anche gli squali di Israele, soprannome dell’Hapoel Haifa, hanno affrontato solo un avversario. Questo aspetto, unito all’inzio di campionato fissato per il 25 di Agosto in Israele, fa presagire un match giocato alla pari dal punto di vista fisico, considerando anche che l’Hapoel ha già giocato alcune gare ufficiali, tra cui la Supercoppa di Israele contro i campioni dell’Hapoel Be’er Sheva, vinta ai rigori per 5-4. Dal punto di vista tecnico, invece, c’è un netto sbilanciamento a favore dei bergamaschi che possono contare sia sull’esperienza che su giocatori propositivi e giovani. L’Hapoel dovrà effettuare una partita perfetta e aumentare le trame di gioco a centrocampo per servire il neoacquisto, l’attaccante greco Thanasis Papazoglou, già decisivo nelle gare precedenti.

Luca Fortini