Libera e indipendente fin dal 1278 Andorra sta finalmente iniziando a farsi conoscere anche nel mondo del calcio. Una storia iniziata da poco più di vent’anni, da quando nel 1996 la federazione aderì all’Uefa è disputò la sua prima partita persa per 1-6 contro l’Estonia. Da lì in poi poche soddisfazioni e molte delusioni con addirittura un triste record di tredici anni senza nemmeno un successo. Tanto infatti è passato da quel 13 ottobre 2004, giorno in cui Marc Cano Bernaus trovò il gol della vittoria con la Macedonia, fino al 22 febbraio 2017 quando a Serravalle Lima e Cristian Martínez segnarono i due gol che decretarono lo 0-2 su San Marino e la prima storica vittoria in trasferta.

Da allora qualcosa è cambiato con i giocatori più sicuri, sempre più convinti di poter far bene e di poter portare con orgoglio la bandiera andorrana. Ecco allora che pochi mesi dopo arrivò la più grande vittoria di sempre contro l’Ungheria, una nazionale che solo un anno prima era arrivata agli ottavi di finale dell’Europeo e che sembrava ancora essere di un livello troppo superiore. All’Estadi Nacional di Andorra la Vella avvenne l’incredibile grazie alla rete di Marc Rebés e tutti iniziarono a parlare di questa Andorra e della crescita del suo movimento. Il finale del 2017 non fu molto positivo ma poi il 2018 e nelle prime cinque gare dell’anno solare non sono ancora arrivate sconfitte. Anzi è addirittura arrivata un’altra vittoria contro il Liechtenstein per 1-0 a La Línea De La Concepción in Spagna, poi i pareggi per 0-0 contro Capo Verde e Emirati Arabi Uniti nei campi neutri di Portogallo e Austria e infine la Nations League.

Al debutto la trasferta di Riga con la Lettonia sembrava un ostacolo insormontabile, dato che solo undici mesi prima era arrivata una sonora sconfitta per 4-0. E invece questa volta la squadra di Koldo Álvarez dimostra di aver imparato la lezione e strappa un inatteso 0-0, il terzo consecutivo e dopo lo 0-1 contro il Liechtenstien fanno addirittura quattro partite consecutive senza subire gol. L’ultima prova è stata contro il Kazakistan e Andorra ha trovato un altro record. Logvïnenko ha sì interrotto l’imbattibilità della porta andorrana, che si è fermata a 456 minuti, ma il gol del pareggio nel finale di Jordi Aláez ha fatto in modo che l’Andorra rimontasse per la prima volta una partita. Mai prima infatti la piccola nazione tra Spagna e Francia era stata in grado di una simile impresa, perché le vittorie sono avvenute senza mai subire gol e nei precedenti sedici pareggi per ben tredici volte si tratta di uno 0-0 e nei tre 1-1 è sempre stata rimontata.

Ildefons Lima, storico capitano e giocatore della nazionale dal 1997, ha potuto notare il cambiamento avvenuto nell’ultimo periodo e fa risalire il tutto alla partita contro il San Marino. Partita dove la squadra ha iniziato a ragionare per vincere e pensando da professionisti curando alimentazione e dedicando il giusto tempo al riposo. La maggior parte dei giocatori gioca o nel campionato andorrano o in serie minori spagnole, tra la terza e la quinta serie, e tanti sono proprio dell’FC Andorra, presente nel girone catalano della quinta divisione. A fare eccezione c’è solo il difensore Marc Vales che da un paio d’anni gioca in Scandinavia e dopo l’esperienza finlandese con il Seinäjoki quest’estate è passato in Norvegia al Sandefjord.

A ottobre ricomincerà la Nations League con le due difficilissime trasferte in Georgia e in Kazakistan, ma questa Andorra non vuole smettere di sognare.