Kluivert, dopo un fantastico anno in Eredivisie, approda in Serie A con la maglia giallorossa: l’olandese, nella prossima stagione, sarà al servizio del tecnico Di Francesco per far crescere ulteriormente la rosa di una società che tanto ha fatto bene in campionato e in Europa. Justin, sempre sotto la guida del padre Patrick, ha scelto Roma per sbocciare definitivamente nel calcio europeo, mettendosi a confronto con un torneo più ostico rispetto alla massima divisione olandese: ci si aspetta veramente tanto dalla giovane punta, ma sarà l’uomo adatto per gli schemi dell’allenatore ex Sassuolo?

KLUIVERT: DAI RECORD CON LO JONG AJAX ALLA ROMA

Partiamo dall’inizio: chi è Justin Kluivert? Justin è un attaccante olandese che è cresciuto nelle giovanili dell’Ajax fino all’esordio in prima squadra, dove si è aggiudicato una maglia da titolare. Il ragazzo è il figlio del ben più famoso Patrick Kluivert, conoscenza del calcio italiano per aver indossato i colori rossoneri prima di passare al Barcellona. Il pargolo sembra aver preso tutte le doti calcistiche del padre con in più la velocità, caratteristica mai posseduta dal suo “vecchio”.

La scalata nell’Ajax non è mai facile, poichè anche i figli d’arte non hanno strade privilegiate ma devono faticare e sudare per guadagnarsi ogni singolo traguardo. Kluivert Jr. entra nelle giovanili biancorosse nel 2007 e la sua ascesa è velocissima: in solo 9 anni brucia le tappe e, nella stessa stagione, esordisce con la formazione Jong e in prima squadra grazie all’occhio clinico di Bosz. Il ragazzo in Eredivisie polverizza subito il record del padre segnando a soli 17 anni e 318 giorni: papà Patrick aveva segnato il primo gol a 18 anni e 58 giorni. Sotto la guida dell’ex tecnico del Borussia Dortmund, l’attaccante si alterna tra “primavera” e prima squadra collezionando 14 presenze nella massima divisione olandese, con la gioia di 2 centri: siamo solo nel 2016-2017. L’anno successivo diventa una pedia fondamentale prima con Keizer e successivamente con Ten Hag che lo ha posizionato titolare nel tridente offensivo insieme a Huntelaar/Dolberg e Younes/Neres. Kluivert, gara dopo gara, consolida sempre di più la sua posizione dando sfoggio a grandi giocate, ottimi inserimenti e ad una conclusione potente e precisa dalla distanza che non lascia scampo all’estremo difensore avversario. Al termine della stagione sono 10 i gol in 30 presenze per una crescita che sta lasciando tutti a bocca aperta. Non è da dimenticare che il classe ’99 ha disputato anche una finale di Europa League persa dall’Ajax per 2-0 contro il Manchester United di Mourinho.

Le ottime prestazioni e la sua crescita esponenziale hanno attivato l’interesse di molti club europei che volevano strappare il talento all’Ajax. Si è mossa prima di tutti la Roma grazie ad un grande lavoro di Monchi con il procuratore del ragazzo: Mino Raiola. I gialorossi si sono assicurati le prestazioni di Kluivert per rendere la rosa ancora più competitiva, sulla scia di Under, arrivato lo scorso anno dalla Turchia ed esploso immediatamente con grande personalità. Ma come si può inserire Kluivert negli schemi di Di Francesco? Il giovane, in Olanda, ha ricoperto principalmente il ruolo di laterale d’attacco, ma si sa muovere bene anche da prima punta. Deve maturare ancora in fase di finalizzazione, ma i movimenti, il dribbling e la corsa fanno già parte del suo bagaglio tecnico. Prediligie partire largo per poi accentrarsi e tentare la conclusione. Nel 4-3-3 giallorosso sarebbe perfetto nel tridente Kluivert-Dzeko-Under: altrimenti potrebbe essere utilizzato nel 3-5-2 come appoggio per Dzeko o Schick. Duttile e determinante con i suoi tiri velenosi, la Roma potrebbe aver trovato un altro talento che vuole e deve lasciare il segno nel campionato italiano. Monchi si è mosso con grande audacia per regalare al suo allenatore uno dei maggiori prospetti che si sta consolidando in Europa.