La tre giorni di Copa del Rey si concludeva oggi con l’impegno del Barcellona; gli uomini di Valverde, impegnati al Ciutat de València, cercavano il pass per il turno successivo già in questo match di andata. Di fronte un Levante in una posizione abbastanza tranquilla di classifica in Liga e che quindi non aveva nulla da perdere. Sembrava una partita semplice, dall’esito scontato, per i blaugrana che invece hanno dovuto fare i conti con un eccesso di produzione. Senza Piqué, Alba, Rakitic, Suarez e Messi, lasciati a casa per concedere loro un turno di riposo, il Barca è uscito sconfitto dall’andata degli ottavi di finale. Alla fine ci ha pensato Coutinho, dal dischetto, a rendere meno amara una serata che però deve far riflettere Valverde. Ora, forse, capiamo perché ieri il Manchester City non ha avuto pietà del Burton.

Barcellona, occhio a scherzare con il fuoco. Il Levante può diventare la nuova Roma

A fine primo tempo la paura di vivere una serata simile a quella dell’anno scorso contro la Roma, era tanta. Il Barcellona, dopo quarantacinque minuti di gioco, era sotto di due goal nell’andata degli ottavi di Copa del Rey. Un risultato frutto dell’eccessivo turn over messo in campo da Valverde a cui, però, va aggiunta la presunzione con cui hanno affrontato la gara Malcom e compagni. Match giocato sotto tono, ad un ritmo basso e con la presunzione di poterla risolvere solo per il nome della squadra portato sulla maglia. Una serata del genere deve far riflettere perché, senza il rigore di Coutinho, la situazione sarebbe stata ancora più complicata. Tra una settimana Valverde schiererà i titolari ma quello su cui dovrà lavorare è l’aspetto mentale; il Barcellona non può permettersi di entrare in campo con la presunzione di aver già vinto perché il rischio di fare pessime figure (chiedere al PSG contro il Guiungamp) è alto. Il Levante, dal canto suo, si presenterà al Camp Nou con tanta umiltà ma pronto a sfruttare un altro scivolone del Barcellona.