Mattéo Guendouzi si è già preso l’Arsenal, nel giro di tre amichevoli. Il centrocampista del 1999, acquistato dal Lorient proprio quest’estate per 8 milioni di Euro, ci ha messo pochissimo tempo a diventare uno dei preferiti della tifoseria. Soprattutto, uno dei giovani a destare la migliore impressione anche agli occhi di Unai Emery. In maniera quasi inattesa: il suo talento non era una novità, contrariamente alla sua capacità di applicarsi subito in un contesto di gioco non facile. E soprattutto di saper gestire una squadra. Anche se della sua personalità, nel corso della sua giovane carriera, ne aveva già dato prova.

Dai litigi agli addii improvvisi: Mattéo Guendouzi

A sei anni il riccioluto centrocampista è entrato a far parte del settore giovanile del Paris Saint-Germain, dove è rimasto fino a 15 anni, quando ha deciso di andare a 500 km da casa. Da Poissy, città della zona urbana di Parigi, a Lorient, sull’oceano atlantico. Lì ha esordito da professionista il 15 ottobre 2016 in Ligue 1, ha cominciato a impressionare. Ed è diventato un punto fermo della squadra nella stagione seguente, in seconda divisione.

Guendouzi con la maglia del Lorient, squadra con cui ha esordito da professionista.

Nonostante il talento fosse già lampante, un litigio all’intervallo di una partita con l’allenatore Mickaël Landreau – storico ex portiere di Nantes, PSG e Lille – e un rinnovo di contratto che non voleva essere firmato lo hanno estromesso dalla squadra per lunghi tratti di stagione. E lo hanno spinto lontano dal Lorient. Landreau dopo la cessione di Guendouzi si è così espresso: “Non è stato sempre facile allenarlo, ma gli ho dato minuti e spazio che gli hanno permesso di evolversi“. Fino a diventare un (quasi) perno dell’Arsenal, a 19 anni.

Le caratteristiche di Guendouzi

La personalità al diciannovenne centrocampista francese – di origini marocchine – non manca. Non ha tardato a dimostrarlo in campo, nei match che l’Arsenal ha disputato in International Champions Cup. Contro l’Atlético Madrid all’esordio era stato un po’ in difficoltà nella gestione della palla e nella scelta dei tempi, condizionato anche dall’inesperienza. Già nella seconda partita, la vittoria per 5-1 sul PSG, l’ex di giornata ha offerto una prova convincente. Non solo per la sua capacità di muoversi a centrocampo, farsi dare palla e rigiocarla sia sul breve che sul lungo. Nel giro di pochi giorni ha capito i suoi errori in protezione palla, ha migliorato la fase di non possesso, ha iniziato a giocare da regista più puro anche spingendosi in avanti.

Contro il Chelsea, nell’ultima amichevole in ordine cronologico giocata dall’Arsenal, è stato il migliore in campo per i Gunners. Seppur le statistiche non dicano tutto, le sue fanno comunque impressione.

Emery è partito pensando di avere tra le mani un prospetto su cui lavorare a lungo termine, ma rischia di trovarsi in casa un centrocampista già pronto per la prima squadra. In una stagione in cui l’Arsenal non ha nulla da perdere, Mattéo Guendouzi può essere il primo guadagno su cui costruire il futuro. O forse, addirittura il presente.