Il crocevia per la Champions League si è giocato a Getafe, col match tra gli Azulones ed il Siviglia. Nel momento più difficile della stagione dei padroni di casa è arrivata la prova del nove, la sfida più importante dell’anno: il Getafe del doppio nueve non sbaglia e vince 3-0, con la doppietta di Molina e l’apertura delle danze di Mata.

Non è riduttivo identificare la squadra coi suoi due centravanti: 13 le marcature per Jaime Mata, 11 per Jorge Molina. La JM non sbaglia un colpo, nonostante l’immenso scetticismo che li ha accompagnati per tutto il periodo di preparazione alla nuova stagione. Veri e propri trascinatori di un Getafe ora , tornato in zona Champions grazie alla vittoria sugli andalusi, ora scesi  al 5° posto.

Una critica nei confronti della società per un duo offensivo che prometteva tante reti quanto difficile era per lo staff poter trovare al suo interno la giusta alchimia: Mata e Molina ricalcano le movenze del centravanti d’epoca, con una struttura fisica importante e letale in area di rigore. Dimostrato ciò da entrambi, il dilemma stanziava comunque sulla convivenza di due delanteros così simili.

Chi meglio di José Bordalás, allenatore oggi ma calciatore fino al ’92, poteva trovare la giusta soluzione? Tanto per far chiarezza, l’allenatore del Getafe era un attaccante durante gli anni d’attività. Ed è qui che nasce la perfetta combinazione che ha portato i 54 punti nelle tasche degli Azulones, che ora sognano la chimera: l’Europa dei grandi, quella che conta e che la società non ha mai raggiunto nei suoi 73 anni d’esistenza.

Le sole due partecipazioni all’Europa League (2010-11 e 2007-08, allora sotto il nome di Coppa UEFA) renderebbero fantastica la stagione anche se lo JM non riuscisse a mantenere gli Azulones quarti. Ma a sole 5 giornate dalla fine è lecito sognare, per squadra, società e tifosi. L’esperienza e la longevità di Molina con la sfrontatezza e freschezza di un Mata che arriva dalle 35 marcature in Segunda dello scorso anno. A questi non poteva che unirsi il colpo di genio del terzo centravanti, che ha permesso tutto ciò: José Bordalas.