Stefano Okaka, attaccante 29enne in forza al Watford, con una operazione in prestito con diritto di riscatto in dirittura d’arrivo, diventerà il nuovo attaccante dell’Udinese. Il nativo di Castiglione del Lago, dapprima promessa delle giovanili della Roma, non ha rispettato le aspettative, diventanto un vagabondo del gol. Seppur non abbia entusiasmato con i suoi numeri realizzativi, Okaka ha vissuto la sua migliore stagione in Belgio, venendo acquistato dall’Anderlecht nell’estate del 2015 dalla Sampdoria per 9 milioni di euro.

Le dichiarazioni nemmeno tanto velate dopo l’acquisto:
“”Perché ho cambiato aria? Può accadere quando si è a conoscenza di problemi in un club gestito da persone incompetenti. Ti dirò tutto: a gennaio arrivai alla Samp dal Parma. Il direttore sportivo non mi voleva, arrivai in blucerchiato grazie al tecnico Sinisa Mihajlovic. Il ds si è sempre giustificato dicendo che aveva letto alcune cose negative su di me su Facebook. Su Facebook! Lavorai molto, nessuno mi ha fatto dei regali. Ad aprile venni convocato nell’ufficio del Presidente assieme a un altro giocatore. Al mio compagno dissero che era fantastico e che avrebbe ricevuto un contratto migliore. A me dissero che erano molto occupati, ma che il mio contratto sarebbe stato rivisto verso il basso. Ho messo il doppio d’impegno in allenamento, e come ricompensa ho ottenuto la Nazionale. Il presidente Massimo Ferrero si congratulò con me. Mi promise anche che avrei potuto ricevere un nuovo contratto con… gli stessi vantaggi! Era troppo per me.Non chiesi niente, ma la situazione non è migliorata, altri invece giocavano bene e iniziavano a guadagnare mezzo milione di euro a stagione. Mi hanno minacciato: “Se non firmi, ti demoliremo a mezzo stampa e faremo in modo che non giocherai più a calcio. La tua carriera è finita”. Quindi io non ho giocato e il club ha detto ai giornalisti che ero troppo avido. Ho dovuto lasciare, ma non avevo fatto niente di male al presidente, anzi: non ho mai fatto richieste spropositate, ho sempre pensato al bene del club”.

Con Hasi sulla panchina, Okaka divenne il perno centrale della formazione belga: il 4231 dell’albanese riusciva a concentrare tutto il talento offensivo dei vari Praet, Tielemans ed Acheampong a disposizione delle doti realizzative dell’ex doriano.  Questo venne evidenziato dalla distribuzione nel campo dei suoi gol: il 77% è stato realizzato nell’area piccola, il 15% in area di rigore e il restante 8% da fuori area: questo lo portò ad avere la migliore percentuale realizzativa della Jupiler Pro League rispetto ai minuti giocati, con 1 gol ogni 112 minuti.

Nella stagione regolare di Jupiler Pro League, Okaka realizza 13 gol in 27 partite: il suo strapotere fisico in Belgio riesce a demolire ogni difesa, risultando fondamentale nell’arrivo ai Play-off Championship. D’altra parte anche la campagna europea dell’Anderlecht divenne eroica, grazie alle prestazioni di Okaka: dopo aver passato un girone proibitivo, almeno sulla carta, con Tottenham e Monaco, l’Anderlecht sconfisse ai supplementari l’Olympiakos e fu eliminato solamente agli ottavi dagli ucraini dello Shakhtar Donetsk. Proprio contro la più agguerrita del girone, il Tottenham, riusciamo a ricordare la migliore prestazione di Okaka in Europa, con una partita ricca di duelli decisivi vinti di testa: è lui a registrare il goal della vittoria, permettendo alla propria squadra di qualificarsi agli ottavi .

L’avventura è felice in campo, ma anche fuori; Okaka è sempre stato descritto come un calciatore lontano dall’essere uomo squadra, ma è proprio il Belgio e l’Anderlecht la condizione che cambia il suo carattere fuori dal campo. Tutto ciò viene registrato anche dalle parole fuori dal campo dei suoi compagni di squadra, soprattutto da quello che era il calciatore più talentuoso della squadra: Youri Tielemans.

 

 

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Gli unici problemi della stagione arrivarono durante i play-off: la sua vena realizzativa incespicò sugli infortuni leggeri ma destinati a pesare sull’economia della squadra di Kara e Tielemans; i due gol all’interno delle 10 partite non portarono al titolo finale, relegando l’Anderlecht al secondo posto. In estate, segnalato come uno dei possibili partenti nelle selezioni di Antonio Conte per l’Europeo 2016, gli venne preferito il duo Zaza-Eder, scelta alquanto impopolare a causa delle condizioni in minuti di gioco: Okaka fu titolare per 39 partite in stagione, mentre gli altri due riuscirono a confezionare poche presenze da titolari con la maglia della Juventus per Zaza e dell’Inter per Eder.

Durante la prima apparizione in Nazionale, segna il gol decisivo all’87°

 

A 29 anni Okaka ritorna in patria con un sogno negli scarpini: quella di trasformare Udine nella sua vecchia Bruxelles, terra di ricordi felici per chi ha dovuto viaggiare per necessità.