Un giramondo del pallone, un attaccante che avrebbe potuto dare di più e che invece non è mai riuscito a elevare definitivamente il suo livello. Centravanti forte fisicamente, capace di fare reparto da solo o di dialogare con una spalla. Ottimo finalizzatore, ma che non disdegna il gioco di squadra che lo fa diventare un ottimo uomo assist. Questo è Ricky Van Wolfswinkel, centravanti del Basilea di Marcel Koller che domenica è stato protagonista di una splendida tripletta con la quale ha steso a Zurigo il Grasshoppers.
Nato a Woundenberg, vicino a Utrecht, in Olanda il 27 gennaio 1989 passò una vita intera nelle giovanili del Vitesse prima di approdare in prima squadra nel 2008, dopo che l’anno precedente si era guadagnato il titolo di capocannoniere. Buono l’inizio con i gialloneri che gli permise di mettersi in mostra e di farsi acquistare dall’Utrecht dove vivrà i suoi anni migliori. Se la prima stagione fu positiva, nonostante gli alti e bassi, fu la seconda a consacrare definitivamente Van Wolfswinkel. Quindici reti in campionato ma soprattutto una splendida campagna europea. Otto i gol in Europa League, con le reti al Celtic e al Napoli a spiccare su tutte, e la consapevolezza di essere diventato un attaccante di livello internazionale. L’11 agosto 2010 arrivò anche contro l’Ucraina un meraviglioso debutto con la nazionale olandese, ma la terra natia stava per essere lasciata. Lo Sporting Lisbona si era accorto del suo talento e lo aveva individuato come il centravanti giusto per ricominciare a vincere e furono due grandi stagioni. Sempre quattordici gol in Primeira Liga e tantissime reti in Europa League per arrivare a un totale di quarantacinque marcature in due stagioni. Tutto stava andando bene, forse troppo, e i problemi erano dietro l’angolo. La Premier League e il Norwich chiamarono, ma l’esperienza fu da dimenticare, e il misero gol realizzato contro l’Everton lo fece entrare in un vortice di prestiti negativi. Prima la Francia con il Saint Etienne e poi la Spagna con il Betis Siviglia, ma anche qui i gol furono pochi e a lanciargli una scialuppa di salvataggio fu la squadra che lo aveva fatto conoscere al grande calcio: il Vitesse. E ad Arnhem la situazione cambiò e Van Wolfswinkel disputò la miglior stagione della sua carriera andando a segno per ben venti volte arrivando secondo in classifica marcatori segnando un solo gol in meno rispetto al danese Nicolai Jørgensen. Avrebbe potuto essere un ritorno duraturo, ma ormai la voglia di mettersi in discussione fuori dall’Olanda era troppa ed ecco la sesta nazione diversa dove giocare e l’approdo al Basilea. In Svizzera il suo inizio fu positivo ma contro il Benfica in Champions League subì un brutto infortunio che le tenne lontano dai campi per quasi metà della stagione ma riuscì comunque a segnare undici reti.
In questa stagione i rossoblu stanno faticando molto più del previsto, ma il 2019 è iniziato nel migliore dei modi con uno 0-4 importante sul Grasshoppers e con il suo centravanti che si è ripreso l’attacco con una splendida tripletta e la corsa per il secondo posto valido per la Champions è ripartita. Sarà dura perché tante altre squadre sono attrezzate, ma il Basilea ha dalla sua Ricky Van Wolfswinkel.