A Jadon Sancho mancava forse soltanto la consacrazione in un big match per prendersi definitivamente il Borussia Dortmund. L’inglese classe 2000 ha però deciso di fare le cose in grande stile, decidendo il match più sentito dal popolo giallonero: il Revierderby contro l’odiato Schalke 04. Nell’1-2 finale maturato sotto il tetto della Veltins Arena la firma che ha indirizzato definitivamente la partita è la sua, quella del talento 18enne più chiacchierato e seguito del mondo, un ormai top player entrato a pieno ritmo nella macchina quasi perfetta di Lucien Favre. Che a fine partite sorrideva, soprattutto per la vittoria e la classifica sempre migliore, ma che fino a un quarto d’ora dal termine aveva sentito più di un brivido lungo la schiena. Prima che arrivasse Sancho.

Dimentichiamo il Klassiker, le squadre all’attacco e i ritmi forsennati che la partita più spettacolare dell’anno in Bundesliga ci aveva regalato. Dimentichiamo anche il 4-4 pirotecnico dello scorso anno. Schalke-Dortmund edizione dicembre 2018 (con un’insolita temperatura di 9 gradi) è stata una partita che il Bvb non è riuscito a mettere davvero sul proprio piano. Merito dei Knappen, bravi a dare al match fisicità e tenere i ritmi bassi; meno bravi i gialloneri ad adattarsi agli stessi, forti di un vantaggio, firmato da Delaney di testa, che sembrava essere rassicurante. Soprattutto perché gli uomini di Tedesco erano parsi inoffensivi nel primo tempo.

Nella ripresa qualcosa è cambiato, soprattutto sul piano dell’intensità offensiva. Nonostante la disorganizzazione, lo Schalke è riuscito a portare il pallone in area quel paio di volte sufficienti per mandare un minimo nel panico la difesa avversaria, fino a guadagnare il rigore dell’1-1. Casuale, un po’ come tutta l’organizzazione offensiva. Con Uth, Embolo, Skrzybski e Di Santo out, con Teuchert e Burgstaller nemmeno al 50%, lo Schalke ha giocato un’ora di gioco con un attacco improvvisato. Burgstaller aveva stretto i denti per iniziare la partita, ma ha dato forfait. Fino al 75′, momento dell’ingresso di Konoplyanka, erano un mediano come McKennie e un terzino sinistro come Mendyl a reggere il peso dell’attacco.

Nonostante questo, i Königsblauen hanno reagito di forza e determinazione prima che di tecnica. Anche perché di tecnica, fino all’ingresso di Serdar, se n’è vista poca alla Veltins Arena per i padroni di casa: nella metà campo avversaria almeno un passaggio in verticale su due è finito a vuoto, facile preda della difesa del Dortmund. Una confusione generale indotta da una situazione disperata. Eppure il Bvb, nonostante il contesto perfetto per affondare, non è riuscito a imporre il proprio gioco. La grande novità di giornata infatti, ovvero Paco Alcácer schierato da titolare, si è rivelata un piccolo fallimento.

Lo spagnolo è stato poco incisivo, si è costruito soltanto un’occasione, per giunta abbastanza casuale, un tiro dalla distanza fuori di poco, e non ha mai determinato come riesce a fare quando entra dalla panchina. Così ecco che Favre ha chiesto uno sforzo extra a Sancho, il più lucido tra quelli che non si chiamano Axel Witsel: uno-due con Guerreiro, destro aperto e palla in rete per l’1-2 finale. Con l’abbraccio immediato di un Marco Reus che più di tutti sentiva questa partita, con la fascia di capitano al braccio e qualche segnale di nervosismo insolito per uno come lui.

Il risultato finale, oltre lo sviluppo della gara, rende bene l’idea della differenza che in questo momento passi tra le due squadre: il Dortmund è sempre più primo in solitaria a quota 36 punti in 14 partite, lo Schalke di punti invece ne ha 22 in meno. La differenza è riassumibile in Jadon Sancho: talento, vivacità, qualità, ispirazione. Tutto quello che in questa partita è mancato allo Schalke 04. E chissà cosa ha pensato Naldo, l’anno scorso decisivo in entrambi i derby, lasciato in panchina 90 minuti nonostante la necessità di un giocatore fisico là davanti: forse anche lui ha sognato di poter entrare e ribaltare il tutto da centravanti. Invece l’ultimo urlo non è stato quello del 4-4, ma quello dell’1-2. E tra “NALDOOOO” e “SANCHOOOO“, in tutto e per tutto, è simile soltanto l’assonanza…