Non si può dire che la partita si fosse inizialmente messa bene per la Croazia, visto l’intervento di Luka Modrić che al 5′ ha fatto scaturire la punizione da cui è stato armato il cannone di Kieran Trippier per il vantaggio inglese. It’s coming home, dicevano, ma in realtà a tornare a casa non è la Coppa ma solo la nazionale dei Tre Leoni con tutto il suo bagaglio di rimpianti e insoddisfazione. La seconda semifinale del Mondiale premia il calcio balcanico, premia l’orchestra croata, premia la verve di una formazione sornione nel primo tempo, forse e probabilmente colpita a freddo dallo scioccante vantaggio avversario, ma capace di uscire con grande forza nella ripresa. Merito del carattere di questo gruppo, merito certamente della possanza caratteriale di Mario Mandžukić e compagni, merito soprattutto delle capacità comunicative di Zlatko Dalić, uno che parla tanto coi calciatori e negli scorsi giorni non aveva mancato di ripetere ancora una volta chi fosse l’elemento di maggior classe nella rosa dei Vatreni: “Modrić, è uno spettacolo”.

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Il sopracitato attaccante della Juventus, dopo aver rischiato di abbandonare il campo per un violento intervento di Pickford sul suo ginocchio, s’è rialzato giusto in tempo per trovare, con una movenza felina che agli occhi più attenti ha ricordato quella di un altro Mario in un altro contesto (Götze, finale mondiale 2014, così vicina cronologicamente ma resa più lontana dalla prospettiva tedesca con tanto di eliminazione) il gol che ha spalancato alla Croazia la finale. “Siamo arrivati a Mosca per restarci” aveva fatto sapere Dalić ai giornalisti, bilanciando la sfrontatezza con la sua solita compostezza. Non ha denaturato il suo stile, il ct balcanico, nemmeno quando la sua squadra provava qualcosa per la prima volta in questa kermesse: lo svantaggio, che i Vatreni avevano patito per soli 12′ in totale e che invece stasera è durato 63′. L’eternità, certamente un lasso di tempo in cui la ricerca spasmodica del pari può indurre a concedere qualcosa: è accaduto proprio così, ma Harry Kane in questo Mondiale ha raggiunto Lineker a 6 reti e oggi ha preferito evitare di compiere il sorpasso. Peccato, l’Uragano del Tottenham potrà rifarsi ma solo nella finalina del terzo posto. Quella che mette in palio la Coppa non procederà verso ovest rispetto a Mosca, né tornerà a casa. Farà piuttosto un giro per le strade di Spalato, nel bordello lasciato in dote dall’Ultra Europe, o magari sperimenterà quanto romantica è Parigi di notte.

La Croazia, che ai playoff aveva malamente triturato la Grecia per 4-1 il 9 novembre scorso, salvo poi concedersi un tranquillo pari a reti bianche a Il Pireo, è dunque la prima squadra ad arrivare in finale passando per i playoff di qualificazione. Volendo cercare un’ulteriore soddisfazione, per la prima volta un calciatore dell’Atlético Madrid poserà con la Coppa del mondo al suo fianco a manco due mesi dalla vittoria in Europa League. Chissà se sarà Lucas Hernández da Marsiglia, professione terzino sinistro, oppure il dirimpettaio colchonero Šime Vrsaljko, lui che a Fiume è cresciuto sotto le ali del padre Mladen proprio sognando momenti come questo. Domenica la Croazia sfiderà la Francia, con una dose di fiato maggiore strappata alla lotteria dei rigori: sarebbe stata la terza, dopo quelle contro Danimarca e Russia. Peccato, anzi no, perché anche senza essere la prima squadra ad aver raggiunto la finale dopo tre penalty shootouts la festa si farà. Nella serata in cui l’Inghilterra macina gioco, segna il suo nono gol su palla inattiva (12 le reti totali!), i Vatreni di Dalić hanno dato prova di aver assimilato i demeriti della Svezia ai quarti di finale. Terza rimonta per i croati, impreziosita dal paso doble con cui Ivan Perišić ha rischiato di evitare i supplementari e anticipare il rientro in albergo ai suoi. Un palo l’ha colpito pure Kane, irriconoscibile e uscito ridimensionato dal confronto col pari ruolo Mandžukić. Ma c’è tempo per i commenti. Historijski uspjeh. Hrvatska u finalu Svjetskog prvenstva.

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Ecco di seguito il tabellino della semifinale:

Croazia (4-2-3-1): Subašić; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinić (dal 95′ Pivarić); Rakitić, Brozović; Rebić (dal 101′ Kramarić), Modrić (dal 118′ Badelj), Perišić; Mandžukić (dal 115′ Ćorluka). Ct: Dalić. A disp: Livaković, L. Kalinić, Jedvaj, Ćaleta-Car, Bradarić, Kovačić, Pjaca.
Inghilterra (3-5-2): Pickford; Walker (dal 111′ Vardy), Stones, Maguire; Trippier, Alli, Henderson (dal 97′ Dier), Lingard, Young (dal 91′ Rose); Sterling (dal 74′ Rashford), Kane. Ct: Southgate. A disp: Butland, Pope, Cahill, Jones, Alexander-Arnold, Delph, Loftus-Cheek, Welbeck.
Reti: 5′ Trippier, 68′ Perišić, 108′ Mandžukić. Ammoniti: Mandžukić, Rebić (C), Walker (I). Arbitro: Çakır (Turchia)