La crisi post Ferguson sembra ormai finita: grazie ai grandiosi risultati ottenuti nelle ultime partite, Ole Gunnar Solskjaer si è guadagnato la piena fiducia del Manchester United che ha deciso di prolungargli il contratto fino al 2022.

Arrivato come allenatore ad interim con il solito compito di concludere la stagione senza fare ulteriori danni, il norvegese si è dimostrato una vera e propria rivelazione in panchina, riuscendo a rivoluzionare lo United portandolo in zona Champions League e permettendogli di vivere notti come la splendida rimonta contro il PSG. Mai i Red Devils erano riusciti a essere così costanti dall’addio del mitico Sir Alex alla fine della stagione 2012/13: da allora cinque allenatori si sono alternati sulla panchina degli inglesi, non trovando mai quella continuità giusta per aprire un nuovo e longevo ciclo.

Tutti gli allenatori del Manchester United dopo Sir Alex Ferguson. Grafica a cura della redazione di Footbola

Il primo di questa lunga sfilza di nomi è stato David Moyes, a cui spettava l’arduo compito di raccogliere i 27 anni di trionfi lasciati in eredità dal suo illustro predecessore. Il contratto di sei anni però non è stato assolutamente rispettato: con lui in panchina, lo United si fermò soltanto al settimo posto in classifica, rimanendo fuori dalle competizioni europee per la prima volta dopo 24 anni. A traghettare la squadra da aprile (mese dell’esonero di Moyes) alla fine della stagione ci pensò Ryan Giggs, nome tanto amato dalle parti di Manchester che non riuscì però a trovare la conferma come allenatore.

Al suo posto, nell’estate del 2014, la scelta ricadde su Louis van Gaal, all’epoca CT dell’Olanda. Il suo arrivo rivoluzionò totalmente la squadra: nel corso del calciomercato lo United investì circa 200 milioni di euro, portando in Premier League giocatori del calibro di Ángel Di María e Radamel Falcao. Neanche un mercato così importante permise a Van Gaal di cominciare il campionato con il giusto passo anche se, nonostante innumerevoli alti e bassi, alla fine l’olandese riuscì a raggiungere i preliminari di Champions League. Il suo matrimonio con lo United però durò soltanto un’altra stagione: dopo aver portato a casa la dodicesima FA Cup della sua storia nel 2016, i Red Devils decisero di esonerare Van Gaal per puntare su José Mourinho, l’allenatore apparentemente destinato a riportare il Manchester in cima all’Inghilterra.

Ed effettivamente nel corso della sua prima stagione il portoghese fu capace di trovare una striscia record di 24 risultati utili consecutivi (pur terminando la stagione al sesto posto) e di regalare alla sua squadra la prima Europa League della sua storia. Tutto procedeva a gonfie vele, tanto che dopo aver concluso il secondo anno al secondo posto in classifica, Mourinho sembrava davvero l’uomo giusto su cui puntare ancora per altre stagioni. Purtroppo, l’epilogo di questa unione è storia ben nota: alla terza stagione i risultati stentavano ad arrivare il portoghese fu mandato via tra le tante polemiche per far spazio proprio a Solskjaer.

E chissà adesso quale sarà l’epilogo di quella che sembra essere una storia felice, iniziata quasi in sordina e tra il dubbio generale dei tifosi che forse si aspettavano un altro grande nome per risollevare il Manchester United. Al momento la dirigenza ha lasciato carta bianca al norvegese: il suo sistema di gioco ha convinto tutti, perfino i più scettici, folgorati dalle idee di un uomo che già nei panni del calciatore aveva saputo far innamorare la sua curva. Adesso non resta che stare a guardare cosa succederà nella stagione successiva, per capire se proprio Solskjaer potrà essere l’allenatore in grado di restituire prestigio a una squadra che non ha più ritrovato la retta via dopo l’addio del suo grande maestro.