Juventus, Spalletti sotto esame: confronto con Elkann

Luciano Spalletti allenatore della Juventus

Luciano Spalletti allenatore della Juventus Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 18, 2026

La sconfitta contro la Fiorentina lascia ferite profonde in casa Juventus. Non tanto per il risultato in sé, quanto per ciò che rappresenta: il probabile addio definitivo alla corsa Champions e la sensazione che il progetto tecnico guidato da Luciano Spalletti si sia improvvisamente inceppato nel momento decisivo della stagione.

Juventus, Spalletti sotto esame:  confronto con Elkann

Il tecnico toscano, arrivato con il compito di rilanciare la Juventus dopo mesi difficili, ora si trova davanti al passaggio più delicato della sua esperienza bianconera. Il contratto fino al 2028 resta un elemento di stabilità formale, ma il clima attorno all’allenatore è cambiato. La proprietà, rappresentata da John Elkann, continua a stimarlo, ma non nasconde la delusione per un finale che rischia di ridimensionare pesantemente il percorso compiuto. Quando Spalletti aveva preso in mano la squadra, la Juventus era settima e distante sei punti dalla vetta. La sensazione iniziale era quella di una squadra ritrovata, più coraggiosa e con un’identità tattica chiara. Per settimane il lavoro dell’ex ct della Nazionale aveva restituito entusiasmo all’ambiente, valorizzando diversi giocatori della rosa e riportando curiosità attorno al progetto tecnico. Poi qualcosa si è rotto.

Dal sogno rimonta al rischio ridimensionamento

Nel post partita Spalletti si è assunto gran parte delle responsabilità. Le sue parole, però, hanno anche mostrato tutta la tensione accumulata nelle ultime settimane. L’allenatore ha parlato di una squadra fragile mentalmente e della necessità di “tornare a studiare”, ammettendo implicitamente che qualcosa nella gestione del gruppo non ha funzionato.Proprio sul più bello, qualcosa si è spezzato. I pareggi e le frenate contro squadre considerate alla portata, culminati nel ko contro la Fiorentina, hanno allontanato la Juventus dalla zona Champions e alimentato dubbi pesanti sul futuro immediato. Oggi i bianconeri occupano soltanto il sesto posto, con un distacco enorme dalla vetta e il concreto rischio di dover ripartire ancora una volta dall’Europa League. Uno scenario che la società non aveva messo in preventivo, così come un ridimensionamento degli obiettivi, difficile da far digerire anche ai tifosi.

Elkann riflette, ma la rivoluzione non è nei piani

Nonostante il malcontento, la posizione di Spalletti non appare ancora compromessa definitivamente. Il rapporto con Elkann resta forte e basato su una stima reciproca consolidata. La proprietà continua a vedere nell’allenatore toscano l’uomo giusto per guidare la ricostruzione tecnica della Juventus nel prossimo biennio. Proprio per questo il confronto previsto nei prossimi giorni sarà decisivo. Spalletti vuole spiegare il lavoro svolto da ottobre a oggi e difendere i progressi compiuti nonostante il crollo finale. Elkann, invece, dovrà capire se questa flessione rappresenti soltanto un incidente di percorso oppure il segnale di limiti più profondi. Al momento, un ribaltone in panchina non sembra l’ipotesi più probabile. La Juventus non ha pianificato  una rivoluzione considera fondamentale dare continuità al progetto. Tuttavia, senza la qualificazione in Champions League, il margine d’errore si ridurrà drasticamente.

 

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