Viger oss aldrig è il motto dell’Östersunds FK, che pur essendo nato nel 1996 conserva una tradizionale fierezza intrinseca al suo spirito. Dopo lo 0-3 subito all’andata c’era ben poco da fare, eppure al 45′ il tabellone dell’Emirates, in una Londra attonita, diceva 0-2. Brivido lungo la schiena, rimonta sulla falsariga di quella compiuta ai danni del PAOK a Salonicco. E invece no, perché alla fine manca l’ultimo passo verso l’ennesima impresa: dispiace alla luce dell’andata, praticamente regalata a Wenger, ma non si compia l’errore di sminuire un successo esterno qui, in Inghilterra, nello stadio che molti calciatori dell’OFK avevano visto solo come spettatori prima d’ora. Al triplice fischio è una sciarpata rossonera a salutare gli eroi di quest’Europa League, con gli applausi sentiti di un Graham Potter certamente orgoglioso dei suoi.

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Holding per Mustafi nell’Arsenal, con Kolasinac preferito a Monreal, Hopcutt al posto di Gero nell’Östersunds FK. Si apre con due novità la serata dell’Emirates, in una Londra gremita con una nutritissima componente di tifo svedese (eccome se ci credevano, a giudicare dal supporto e dai cori). Parte forte l’OFK, pressando i Gunners: Hopcutt viene murato provvidenzialmente, poi Edwards serve Nouri solo davanti a Ospina ma il capitano dei rossoneri non riesce ad agganciare la sfera. Complessivamente Potter sorprende Wenger, perché il vecchio Arsène probabilmente sottovaluta un poco gli avversari memore del 3-0 ottenuto passeggiando alla Jämtkraft Arena: l’OFK se la gioca, Aiesh e compagni tengono la gara in pugno e si rivede un Papagiannopoulos giganteggiare in difesa. L’Arsenal non trova spazi, al 19′ Sema certifica l’ottimo stato di forma degli scandinavi trovando però la presa di Ospina. Preludio al gol, che arriva poco dopo, grazie al numero 10 Hosam Aiesh, abile a sfruttare la perfetta apertura di Ghoddos (22′). L’onda dell’entusiasmo è contagiosa, dunque in due minuti arriva pure il raddoppio: ancora Ghoddos geniale nel servizio, questa volta diretto a Ken Sema che controlla, supera Chambers che tocca il pallone e batte a rete (24′). L’impensabile fatto realtà. Aiesh, Edwards, Ghoddos, tutte frecce acuminate che fanno vacillare i deboli cuori di un Emirates triste e incredulo. I Gunners sbagliano tantissimo, Pettersson compie un miracoloso intervento per sventare una delle rare minacce e la difesa con ordine dell’Östersund si appoggia sul metronomo Sema, che alza e abbassa i giri a suo piacimento.

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Dopo la pausa, è l’Arsenal a farsi vedere: Wenger manda in campo Xhaka e una discesa di Bellerín sulla destra premia gli sforzi biancorossi: cross preciso, Mukiibi non ci arriva e Kolasinac gonfia la rete per la doccia fredda agli svedesi. Colpiti a freddo, a questo punto, con pure l’infortunio subito da Aiesh a complicare le cose: dentro Tekie. Ciononostante l’OFK è sempre avanti, cross di Ghoddos da punizione, torre di Papagiannopoulos che per poco non trova il tap in di Mukiibi anticipato per pochissimo da Ospina. La spinta scandinava è fortissima, Potter è soddisfatto e Wenger contestualmente intimorito sebbene due chances capitate a Elneny e Welbeck. Entra Islamovic, la propulsione dell’Östersunds FK comincia a scemare ma non per questo l’agonismo dei rossoneri cala. Il pubblico fischia, perché è una delusione perdere in casa contro avversari di questo calibro: non molla l’OFK, che trova nel neo entrato attaccante prelevato dal Trelleborg una buona risorsa. Peccato però che non vi sia troppa precisione, da una parte e dall’altra. I ritmi si affievoliscono, si paga dazio al dispendio di energie e perché no, pure a un’andata compromessa. Tre minuti di recupero, gli ultimi strappi della partita li regala Ghoddos coi suoi cambi di passo ma l’ultima chance capita a Welbeck che trova la gran risposta di Keita coi piedi a evitare il pareggio. Finisce col risultato finale più razionale, ovverosia il passaggio agli ottavi dei Gunners, ma non senza stupore. Vincere all’Emirates, in fondo, non è roba da tutti i giorni.

Ecco di seguito il tabellino:
Arsenal (4-4-1-1): Ospina; Bellerín, Chambers, Holding, Kolasinac; Mkhitaryan, Elneny, Maitland-Niles (dal 46′ Xhaka), Iwobi (dal 90′ Nelson); Wilshere (dal 76′ Willock); Welbeck. All: Wenger. A disp: Macey, Monreal, Mustafi, Nketiah.
Östersunds FK (4-4-2): Keita; Mukiibi (dal 73′ Islamovic), Papagiannopoulos, Pettersson, Widgren; Aiesh (dal 52′ Tekie), Edwards, Nouri, Sema; Ghoddos, Hopcutt (dall’82’ Arhin). All: Potter. A disp: Andersson, Bergqvist, Mensiro, Gero.
Reti: 22′ Aiesh, 24′ Sema, 47′ Kolasinac. Ammoniti: Maitland-Niles, Mkhitaryan (A), Edwards, Widgren (Ö). Arbitro: Kruzliak (Slovacchia)