Ci sono partite che valgono da sole una stagione e il Real Madrid-Barcellona di Valdebebas è uno di questi. Nonostante la sacralità del Clásico sia stata spostata in un teatro decisamente meno all’altezza del Bernabéu, la partita ha onorato la sua tradizione, con uno spettacolo di altissimo livello che ha visto trionfare le Merengues di Zinedine Zidane.

Partita vera, dal primo all’ultimo, tra una squadra che limitata dagli impegni europei e dalle assenze ha saputo aspettare un avversario decisamente più intraprendente ma con qualche passaggio a vuoto in fase difensiva. La trama della partita è stata bene o male sempre la stessa: in un contesto di altissima qualità il Barça ha fatto la partita e il Real è andato in contropiede, con il risultato di una gara aperta fino all’ultimo secondo.

Zidane non poteva prepararla altrimenti: non ha potuto recitare la parte della squadra dominatrice come nella sfida con il Liverpool per una questione di energie fisiche, ma è lì che si vede la forza di un gruppo che sa adattarsi alle necessità del momento. Anche perché pur non riuscendo a controllare il gioco come martedì scorso, ci sono i giocatori in grado di risolvere la partita in poche giocate, come Benzema con il suo meraviglioso tacco che ha sbloccato la partita, o Vinicius che ha lanciato il contropiede della punizione del 2-0 oltre ad aver creato i principali pericoli alla porta di Ter Stegen.

Il Barça ha provato a fare il suo gioco, ha messo qualità in mezzo al campo, ha provato a sfondare più per vie centrali che laterali rispetto alle ultime gare e alla fine può rimproverarsi di non essere riuscito a rimontare. Questione di centimetri, quelli che hanno impedito a Ilaix Moriba di diventare a sorpresa l’uomo del Clásico, fermato da una traversa che gli ha negato la prima grande gioia di un certo spessore in carriera ad appena 18 anni.

messi modric
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Il campionato rimane comunque aperto a tutti: all’Atlético che domani potrebbe ritrovarsi a +3 sulla seconda ma anche a pari punti col Real; al Real stesso che pur avendo la Champions League fino all’inizio della sfida del Villamarín sarà primo in classifica con gli scontri diretti a favore contro chiunque (erano 13 anni che non vinceva andata e ritorno del Clásico); ma anche al Barcellona stesso, che anche dovesse ritrovarsi a -4 domani sera sarebbe comunque in corsa per fare il doblete Liga-Copa del Rey.

La sconfitta non è stata di quelle che tagliano le gambe, perché i ragazzi di Koeman hanno perso dimostrando di potersela giocare. Mancano ancora diverse partite in cui poter ancora ribaltare la classifica di un campionato che potrebbe definirsi bellissimo anche solo dopo aver assistito a questa partita. Ancora una volta il Clásico è il grande vanto di questo calcio, una partita che nessun altro campionato si può permettere.