Match fondamentale per il futuro in Champions League dell’Atalanta reduce dalla meravigliosa vittoria di Anfield; i ragazzi di Gasperini, in un girone piuttosto equilibrato, avevano bisogno di conquistare i tre punti contro il Midtjylland sconfitti nettamente nella gara di andata. I pericoli, per Gomez e compagni, erano sostanzialmente due: l’eccessivo entusiasmo dopo Liverpool e la voglia dei danesi di ottenere la prima vittoria nella massima competizione europea. Match complicato sin dall’inizio con la Dea incapace di imporre il proprio gioco e senza la lucidità necessaria per affrontare questo tipo di impegni. Alla fine, però, il colpo di testa di Romero evita il peggio e avvicina l’Atalanta agli ottavi di finale.

Atalanta, è quasi fatta

Doveva essere la serata della prima vittoria casalinga in Champions; obiettivo rimando, forse, agli ottavi di finale. Per qualificarsi, infatti, i ragazzi di Gasperini non devono perdere nell’ultima giornata del girone, in Olanda. Possibile ma servirà un atteggiamento completamente diverso rispetto a quello mostrato questa sera; la squadra è apparsa nervosa, con idee confuse e la fretta di andare a far male ai danesi. Il pareggio, però, dimostra il carattere di un gruppo che non ha mai mollato trovando il meritato pareggio con il colpo di testa di Romero che rischia di aver realizzato il gol più importante della propria carriera.

Alla quinta giornata della Champions scorsa l’Atalanta aveva quattro punti, ora ne ha il doppio; situazione decisamente migliorata ma guai ad abbassare la testa perché l’Ajax, nonostante l’assenza dei tifosi, è avversario complicato da affrontare e la Dea lo ha capito nel match di Bergamo. Ora serve l’ultimo sforzo per tornare agli ottavi di Champions League e continuare quel processo di crescita europea iniziato da qualche anno.

Midtjylland, sogno sfiorato 

Il Midtjylland è andato ad un passo dalla prima vittoria in Champions League; i tre punti non sarebbero stati meritati ma i danesi, per le potenzialità, hanno disputato una gara di tutto rispetto.