Chadli è un leader, e non sto parlando solo di quando siamo in campo. Riesce a gestire i ragazzi nello spogliatoio e mi ha aiutato a farmi sentire da tutti”. Queste parole di Frank Vercauteren, nuovo allenatore dell’Anderlecht ed ex leggenda in campo con la maglia viola, riflettono il carattere del centrocampista laterale natio di Liegi. Arrivano dopo la vittoria per 4 a 1 nella sfida casalinga al St.Truiden, dove Chadli ha siglato una doppietta, che mancava in carriera dal match in Premier tra Wba e West Ham. Dopo l’inizio complicato in Jupiler Pro League, l’Anderlecht sembra aver ripreso il proprio cammino, con Chadli ad amalgamare un gruppo distratto dalle troppe guide tecniche, da Kompany a Davies, per arrivare a Vercauteren.

Chadli sembra esser stato da sempre un leader, dalle giovanili nello Standard Liegi, alle sue prime presenze nella seconda divisione olandese con l’AGOVV, in squadra con un giovane Dries Mertens. Un centrocampista laterale con un senso del gol innato, in grado di dare pericolosità offensiva grazie alla sua mole (quasi 190 centimetri) e al suo destro molto potente. Una caratteristica che viene evidenziata dai 113 goal in carriera tra squadre di club e nazionali, ma che non ha limitato la sua tendenza a cercare l’ultimo passaggio. Chadli ha viaggiato molto e ha modificato il suo ruolo e modo di giocare per adattarsi ad un calcio europeo, che raccontava di ali veloci e che saltavano l’uomo, una storia che non ha privilegiato l’ala ai suoi inizi di carriera.

Infatti Chadli nasce come centravanti, ma i suoi movimenti sul versante offensivo, accompagnato da una non irresistibile pericolosità offensiva, l’ha trasformato prima in trequartista e poi in ala sinistra. Questa sua malleabilità tattica gli ha permesso ai tempi del Twente di diventare protagonista in campo, poichè chiuso da punta centrale dall’ex ragazzo prodigio Luc Castaignos. Nella sua ultima stagione in Olanda, la migliore a livello numerico con 10 gol e 7 assist in poco meno di 25 presenze, il suo ruolo da ala sinistra ha offerto una variante tattica fondamentale per l’allenatore Mclaren. Quell’anno arriverà il suo secondo e ultimo (per adesso) trofeo in bacheca: una supercoppa dopo la vittoria nella coppa olandese della scorsa stagione.

L’apice della sua carriera potrebbe essere stata la sua esperienza triennale in Premier League al Tottenham. Anche non essendo il più talentuoso delle ali (vedasi Lamela), colleziona 119 presenze e 25 reti, con Pochettino che non rinuncia a lui e al doppio ruolo che gli disegna addosso. Nel 433, il suo posizionamento da ala sinistra diventa feticcia, con Chadli operoso sia in zona centrale sulle palle alte in attacco, ma soprattutto assistendo in fase difensiva il terzino inglese di origine giamaicane Danny Rose. Negli anni in Inghilterra, Chadli riesce a raffinare anche la sua abilità da calcio piazzato, alternandosi con Eriksen alla battuta. Dopo 3 anni lascia a causa dell’esplosione contemporanea di Son e Alli, trasferendosi prima al Wba e poi in Monaco, squadra che ha permesso il prestito in Belgio all’Anderlecht.

In una nazionale folgorata da una generazione dorata, sopratutto nella metà campo offensiva, un giocatore non in grado di dare strappi e sulla stessa linea di Eden Hazard, avrebbe dovuto trovare porte chiuse. Invece Chadli raggiungerà nei prossimi mesi quota 60 con la maglia dei diavoli rossi, che si attestano con le due partecipazioni mondiali del 2014 con Wilmots e 2018 con Martinez. 60 presenze che sono state precedute anche da una presenza con la maglia del Marocco, arrivata nell’amichevole a Belfast contro l’Irlanda del Nord, dove aveva servito l’assist per il gol di Chamakh per l’1 a 1 finale. Due mondiali differenti per Chadli, con il secondo in grado di portarlo in cielo grazie al gol vittoria in Giappone, e riportarlo sulla terra dopo la nefasta prestazione con la Francia. La sicurezza in campo e il carisma di Chadli lo hanno consegnato alla storia del calcio belga, in qualsiasi modo questa e le prossime stagioni andranno.

Quest’anno l’ala di Liegi ha già siglato 5 gol e 4 assist in 9 presenze con l’Anderlecht, suscitando negli addetti ai lavori in Belgio un pensiero unanime per adesso. Dopo una campagna acquisti di forte impronta mediatica, Chadli risulta essere il miglior acquisto dell’Anderlecht. Un leader come Kompany ha per adesso lasciato i suoi gradi di capitano a lui, e la squadra sembra aver cambiato marcia con un’impronta finalizzata più al risultato che al bel gioco. Un risultato da raggiungere anche con le maniere forti, con la forza e con l’intraprendenza, come nelle corde di Chadli, le leader.