We All Live in a Yellow Submarine“. Le tribune sono tornate a cantare dopo una stagione di silenzio e a Danzica la musica l’hanno messa i Beatles, che da buoni ragazzacci di Liverpool non potevano suonare per il Manchester United. Gentile omaggio internazionale al Villarreal, che nel Submarino Amarillo, il Sottomarino Giallo, ha identificato tutta la sua storia e riconoscibilità.

L’Europa League di quest’anno ha dato tutto ciò che la Champions League del 2006 aveva tolto: 15 anni fa gli era stata negata la possibilità di giocarsi un tempo supplementare con l’Arsenal per colpa di un rigore, quello iconico di Riquelme parato da Lehmann, persino riproposto nel video motivazionale di giornata sui social del club per ribadirne l’importanza. E alla fine tutto è ritornato con gli interessi: al supplementare ci si è andati e i rigori non hanno tradito. Nemmeno una volta, nonostante abbiano dovuto calciare tutti i calciatori rimasti il campo dopo il 20′. Hanno segnato tutti, nessuno escluso, nemmeno il portiere Rulli, che nel giro di un minuto è diventato eroe da una parte e dall’altra rispetto alla prospettiva. Prima segnando il gol a De Gea, poi parandogli il rigore che ha messo fine all’interminabile serie in cui nessuno sembrava poter sbagliare.

Il Villarreal è nella storia: diventa il paese con meno abitanti di sempre ad aver vinto una coppa europea, i piccoli contro i giganti, il Manchester United, uno dei club più importanti e storici del gioco del calcio. Hanno completato con una gara eroica un percorso d’eccellenza, con soli due pareggi in tutto il cammino, più il terzo che però si è risolto con questi rigori. Solo contro il Qarabag nell’inutile ultima giornata del girone e al ritorno contro l’Arsenal non avevano trovato la vittoria, segnale che questo successo è strameritato. Salisburgo, Dynamo Kiev, Dinamo Zagabria, Arsenal e poi Manchester United: nessuna scusa, avversarie di prestigio o in forte ascesa, tutte messe in fila da Mr Europa League, Unai Emery, al quarto successo su cinque finali in carriera. Ha costruito lui questa squadra, le ha dato una dimensione internazionale che il club sperava di ottenere una volta esonerato Calleja, che la qualificazione l’aveva ottenuta sul campo lo scorso anno con una grande rimonta.

È stata la vittoria di tutti: dei centrali Pau Torres e Albiol, il fenomeno del futuro e il grande veterano, dell’artista Parejo, del bomber Gerard Moreno, che ha chiuso come capocannoniere questa edizione. Ma anche dei muscoli di Capoué, di uno stoico Foyth e di tutti gli altri che hanno contribuito a questo meraviglioso racconto terminato con il doppio miracolo di Gerónimo Rulli. Andranno in Champions League da testa di serie questi ragazzi e lo meritano a pieno, perché era contro ogni pronostico la vittoria contro una squadra capace di arrivare seconda in Premier League, da settima della Liga.

E allora le tribune di Danzica possono continuare a cantare, anche oltrepassando lo spartito dei Beatles. “Vamos Submarino, Vamos Campeón” il coro più opportuno. Mai quanto oggi, il giorno del primo titolo della storia del Villarreal.