Quando nella dicitura della stagione si citano i due anni solari in cui essa si svolge, è solitamente a seconda parte quella in cui si esalta il Real Madrid, soprattutto in tempi brevi. E quindi arrivare a questa ‘Zona Real Madrid’ con le merengues ancora in corsa per i due principali titoli per cui compete, può essere un serio problema per la concorrenza.

Nella stagione 2017/18 fece strano sentire in una conferenza di Massimiliano Allegri post fase a gironi di Champions il pronostico del Real Madrid ancora favorita numero uno del torneo. Aveva vissuto un avvio di campionato sottotono e nella fase a gironi era passata come seconda dietro al Tottenham, che l’aveva battuta nello scontro diretto di ritorno. Dopo due titoli consecutivi sembrava fisiologica una flessione, e invece rimanendo comunque in corsa senza naufragare, ha vinto il titolo tirando fuori una big appresso all’altra: prima il PSG, poi la Juventus dello stesso Allegri, poi il solito Bayern in semifinale e infine la rivelazione Liverpool nella finalissima di Kiev.

real madrid 2018 kiev

Imago Images Steve Feeney

Aveva ragione Allegri al tempo, soprattutto nel gettare le basi della visione della stagione, che a dicembre può essere solamente superficiale e non del tutto delineata se non ci sono state già sentenze. E ora che il Real Madrid è rimasto dentro alla Champions dopo una fase a gironi sofferta, fa paura a tutti, a maggior ragione dopo il sorteggio del tabellone che sembra averli messi in una zona più morbida. Perché nel frattempo la squadra si è evoluta, ha trovato la propria dimensione e nuovi schemi, ha imparato a trovare alternative in caso di assenze pesanti, ha ritrovato quella mentalità da grande che le ha permesso di non mettere mai in discussione il passaggio del turno nell’ottavo contro l’Atalanta.

Adesso dovrà fare quello che solitamente le riesce meglio, comportarsi da Real Madrid: vincere le partite più pesanti e fare in modo che nessun passo falso del passato abbia una rilevanza. Non sarà comunque semplice perché per quanto gli accoppiamenti gli abbiano evitato i pericoli maggiori di Bayern, Psg e Manchester City, la sfida con il Liverpool è un big match a tutti gli effetti, non solo per il fatto che sia la rivincita proprio della finale di quell’edizione vinta “in rimonta”. La squadra di Zidane affronta una delle avversarie più complicate in assoluto per il suo stile di gioco, che potrà essere battuta solamente in caso di circolazione perfetta del pallone e nessuna sbavatura difensiva, fatto raro quando a mancare è uno come Sergio Ramos.

Però ormai è il mese di aprile, quello della vera Zona Real Madrid. Un grande vanto della propria storia, a a questo punto anche una grande responsabilità per provare a confermare che questa squadra è effettivamente competitiva per un grande sogno come quello di tornare a vincere in Europa, nell’anno in cui ancora una volta una grande fetta di pubblico aveva smesso di considerarli già nella prima metà della stagione.