A Napoli tornerà a giocare il più grande giocatore del mondo a circa trent’anni di distanza dall’ultima volta, ma se allora Diego Armando Maradona giocava per gli Azzurri oggi si dovrà contenere Lionel Messi in tutti i modi. I ragazzi di Gattuso non partono certo con i favori del pronostico ma il tifo di Fuorigrotta può essere l’arma in più e magari potrebbe portare a segnare qualche giocatore inatteso, come già successo a questi cinque passati dalle parti del San Paolo.

NATHANIEL CHALOBAH
Nato in Sierra Leone, ma con passaporto inglese, il difensore Nathaniel Chalobah è stato a livello giovanile uno dei più interessanti prospetti britannici della sua generazione. Dall’Under 16 ha giocato in tutte le vaire nazionali, diventando una colonna soprattutto dell’Under 17 e dell’Under 21. Ed è per questo che il Chelsea riuscì fin dalla sua più tenera età a mandarlo in presito per farsi le ossa e gli inizi col Watford furono abbastanza incoraggianti. Iniziò però a girovagare troppo per l’isola vestendo le maglie di Nottingham Forest, Middlesbrough, Burnley e Reading perdendo sempre di più fiducia nei propri mezzi e i Blues decisero quindi di fargli fare un’esperienza all’estero e il Napoli lo prese tra le proprie fila. Maurizio Sarri però non lo vedeva come possibile titolare e per lui i minuti giocati furono veramente pochi, ma in Europa League riuscì a mettere il suo sigillo quando sbloccò il risultato nella sfida finale del girone di Europa League con il Legia Varsavia. Una piccola soddisfazione prima di tornare in patria al Chelsea dove riuscì finalmente a debuttare in prima squadra ma dopo un solo anno tornò al Watford, l’unica piazza dove veramente è riuscito a esprimersi.

FEDERICO FERNÁNDEZ
Difensore dotato di una grande potenza fisica e di un’importante altezza dimostrò però molto limiti tattici e si rivelò sicuramente inadatto per un campionato così difensivo come quello italiano. Federico Fernández fu una speranza anche per la nazionale argentina diventando un titolare per tre anni, ma la sua più grande delusione fu al Mondiale del 2014 dove partì da titolare per le prime quattro partite prima di accomodarsi in panchina nelle tre sfide decisive. A ventidue anni il Napoli lo prelevò dall’Estudiantes e Walter Mazzarri cercò di farlo diventare un titolare poco alla volta, ma il suo inserimento nella difesa a tre del tecnico toscano non fu per nulla facile. Il suo momento di gloria lo ebbe in Champions League contro il Bayern Monaco, ma solo in zona gol. Mario Gómez infatti sfruttò le disattenzioni dell’argentino per segnare un tripletta nel primo tempo, ma Fernández svettò per due volte di testa più in alto di tutti e riaprì la sfida portandola sul 3-2. I bavaresi alla fine vinsero e per Federico restò solo la soddisfazione dei suoi unici centri partenopei. Dopo un breve prestito al Getafe ci provò Rafa Benítez a redimerlo anche se il tentativo durò solo per poche partite. Passò in Inghilterra allo Swansea e attualmente al Newcastle dove sembra aver trovato la sua dimensione.

HENRIQUE
Molti giocatori sudamericani non riuscirono a dimostrare in Europa quello che di buono avevano fatto nel proprio Continente e questo è sicuramente il caso di Henrique. La Seleçao lo tenne in considerazione fin dagli esordi col Coritiba e il primo anno al Palmeiras gli permise di debuttare in nazionale e di passare al Barcellona. I blaugrana lo girarono subito in prestito al Bayer Leverkusen e poi per due anni al Racing Santander prima di rispedirlo in patria ai Verdão. A San Paolo tornò a infiammare la fascia destra riprendendosi il ruolo di vice Dani Alves in nazionale e nel gennaio 2014 ci riprovò in Europa passando al Napoli. Sei mesi di ambientamento con Scolari che alla fine lo convocò per il Mondiale di casa, prima di tanta panchina nei due anni successivi. Con Benítez venne relegato al ruolo di panchinaro e in Europa League si fece valere soprattutto andando in rete nell’andata dei sedicesimi di finale nella trasferta turca contro il Trabzonspor quando sbloccò il risultato. Rimase ancora sei mesi ma con Sarri non ebbe mai l’occasione per giocare e così tornò in Brasile alla Fluminense.

DAVID LÓPEZ
Un vai e vieni continuo dalla sua Barcellona e dal suo Espanyol tra prestiti vari e una parentesi al Napoli. Rafa Benítez infatti lo aveva individuato come l’uomo giusto per fare da schermo tra centrocampo e difesa per i suoi Azzurri, ma l’esperienza fu di luci e ombre. Con il tecnico iberico fu però un titolare quasi inamovibile collezionando nella sua prima stagione ben quarantaquattro presenze in tutte le competizioni e in Europa League segnò un gol che si stava per rivelare storico. Nella semifinale d’andata contro il Dnipro fu lui a sbloccare la sfida contro i catenacciari ucraini, ma la rete di Seleznyov nel finale ammutolì il San Paolo e nella gara di ritorno fu ancora l’attaccante dei biancoblu ad andare in gol e a condannare i campani all’eliminazione. Con l’addio di Benítez e l’arrivo di Sarri il suo posto da titolare iniziò a vacillare e pian pianino perse le posizioni in quanto a gradimento del tecnico toscano e a fine anno tornò all’Espanyol.

LUIGI VITALE
Il settore giovanile del Napoli non è tra i più floridi d’Italia e sono pochi i casi di giocatori che hanno sfondato partendo dalla Primavera Azzurra. La storia però sembrava essere diversa per Luigi Vitale, terzino o esterno di sinistra dotato di grande progressione e con la sua buona fisicità era in grado anche di farsi valere in difesa. Fece parte come comparsa nelle due promozioni dalla C1 alla A, ma tornati nella massima categoria venne rispedito in terza serie al Lanciano. L’annata fu molto positiva tanto che Edy Reja decise di tenerlo con sè per la stagione 2008-09 e nel settembre 2008 visse un momento indimenticabile. Il Napoli era riuscito a qualificarsi per la Coppa Uefa e nel primo turno affrontò il difficile ostacolo Benfica. Suazo portò in vantaggio i lusitani ma solo due minuti dopo fu proprio Vitale a pareggiare la situazione prima che Denis ribaltò la partita. Alla fine la vittoria per 3-2 non bastò perché nel ritorno a Lisbona arrivò una pesante sconfitta per 2-0, ma nella notte europea del San Paolo si pensava alla nascita di una stella. La stagione Azzurra fu molto complicata e anche Vitale ne risentì tanto che la stagione successiva venne mandato in prestito a Livorno prima di fare ritorno a casa per qualche comparsata e per un altro gol europeo in Europa League nella trasferta di Bucarest quando suonò la carica per la grande rimonta da 3-0 a 3-3 contro la Steaua. Da allora iniziò a girovagare per lo Stivale con tanta Serie B e ora sta vivendo l’esperienza allo Spezia.